Domenica, 21 Luglio 2024
Corte d'Assise d'appello

Processo sulle stragi, confermato l'ergastolo al boss Matteo Messina Denaro

Il boss ha inviato alla sua legale d'ufficio, l'avvocato Adriana Vella, un telegramma per complimentarsi per l'arringa. Vella era subentrata a Calogero Montante di Canicattì che aveva rinunciato al mandato

La corte d'assise d'appello di Caltanissetta ha confermato la condanna all'ergastolo del boss Matteo Messina Denaro, accusato di essere stato uno dei mandanti delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Il collegio, presieduto dal giudice Maria Carmela Giannazzo, ha accolto la richiesta avanzata dai procuratori generali Antonino Patti, Fabiola Furnari e Gaetano Bono. Il padrino, difeso dall'avvocato d'ufficio Adriana Vella, ha rinunciato, per l'ennesima volta, a collegarsi dal carcere in cui è detenuto per ascoltare il dispositivo. 

Nel corso della requisitoria, il Pg Patti, secondo quanto riporta l'Adnkronos, aveva detto: "L’accusa che si muove a Matteo Messina Denaro è di avere deliberato, insieme ad altri mafiosi regionali, che rivestivano uguale carica, le stragi. Quindi ci occupiamo di un mandante, non di un esecutore". Mentre la sua legale, l'avvocata Adriana Vella, al termine dell'ultima udienza aveva chiesto l'assoluzione per Messina Denaro perché il boss, secondo lei, ''non era ai vertici di Cosa nostra'' del trapanese, quando fu deliberata la stagione stragista del 1992. E, quindi, ''non ha partecipato alle riunioni deliberative delle stragi''. Insomma, ''non c'è prova'' che il capomafia di Castelvetrano abbia dato ''la sua adesione al piano stragista''. Non solo. ''Non ha avuto alcun ruolo nelle stragi, non ha messo a disposizione auto, armi o esplosivo''. Lo ha ribadito ribadisce più volte, durante l'arringa difensiva, l'avvocata Adriana Vella, lo scorso 25 maggio prima di chiedere l'assoluzione per il capomafia. Finora il boss, dal suo arresto, ha sempre disertato le udienze. in mattinata i giudici si ritireranno in camera di consiglio per emettere la sentenza in giornata". 

Signori della Corte, vi dovete chiedere quando e se e in quale luogo l'imputato Messina Denaro ha prestato il consenso, ha dato la sua adesione al piano stragista. Questa è una lacuna che non è di scarso rilievo", ha ribadito la legale, che non ha nascosto la sua ''emozione'' perché si trova a rappresentare la difesa del boss «in un processo che fa la storia d'Italia". L'avvocata è stata nominata nella scorsa udienza, il 23 marzo, dalla Presidente della Corte d'assise d'appello di Caltanissetta, Maria Carmela Giannazzo, dopo che l'altro legale d'ufficio, l'avvocato Calogero Montante aveva presentato un certificato di malattia. E la volta precedente aveva rinunciato un altro legale, la nipote del boss mafioso, Lorenza Guttadauro.

Il boss ha inviato alla sua legale d'ufficio, l'avvocata Adriana Vella, un telegramma per complimentarsi per l'arringa tenuta davanti alla corte d'assise d'appello di Caltanissetta. Vella era subentrata al primo legale d'ufficio, Calogero Montante, che ha rinunciato dopo che il difensore di fiducia del padrino, Lorenza Guttadauro, per motivi organizzativi, aveva scelto di non assistere il boss. Nel telegramma Messina Denaro ha chiesto alla Vella la disponibilità ad avere un colloquio telefonico che poi non si è svolto. La comunicazione inviata dal capomafia si chiudeva con  "Buona vita - Del poco che so mi è piaciuta la sua arringa".

Messina Denaro diserta il processo sulle stragi e l'avvocato d'ufficio vuole rinunciare al mandato


Pg Caltanissetta: "Ci aspettavamo ergastolo" 

"Ci aspettavamo la conferma dell'ergastolo per Messina Denaro. Saremmo rimasti sorpresi se dopo le condanne di Messina Denaro, da parte dei giudici fiorentini per le stragi del '93 e del '94, oggi venisse assolto. Lui è stato protagonista dalle stragi siciliane a quelle del Continente". A dirlo all'Adnkronos è il procuratore generale facente funzione di Caltanissetta Antonino Patti, commentando la conferma dell'ergastolo per il capomafia Matteo Messina Denaro per le stragi del '92. "Questa è una sentenza che armonizza totalmente con tutte le precedenti sentenze della stagione stragista - dice Patti che ha rappresentato l'accusa con i sostituti procuratori generali Gaetano Bono e Fabiola Furnari - in particolare la sentenza di Firenze".

Avvocato: "Aspetto motivazioni verdetto"

"E' una sentenza che è stata pronunciata in nome del popolo Italiano e come tale va rispettata. Fermo restando la possibilità, prevista dal nostro ordinamento, di poterla impugnare". Lo ha detto, all'Ansa, l'avvocato Adriana Vella al termine dell'udienza. "Dobbiamo conoscere le motivazioni di questa condanna - ha aggiunto -, ma resta ferma la mia convinzione sull'assenza di elementi sufficienti per ritenere confermata la responsabilità di Matteo Messina Denaro in ordine alla deliberazione del piano stragista che comprende anche le stragi di Capaci e via D'Amelio, cioè quelle che vengono contestate in questo processo". Al difensore è stata fatta notare l'assenza dell'imputato per tutto il processo. "Non dobbiamo dimenticare - ha detto il legale - che Matteo Messina Denaro è un malato oncologico, sta male e credo che anche i suoi problemi di salute e le sue condizioni fisiche non gli abbiano consentito di partecipare alle udienze". Poi ha aggiunto: "Con lui non ho mai parlato. Ho ricevuto soltanto un telegramma da parte sua dove mi chiedeva se fossi disponibile a un colloquio con lui che però non è mai avvenuto e di ciò non conosco le ragioni". 


 

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