La Questura: niente funerale in chiesa per il boss Vito Triassi

Per oggi è prevista, al cimitero comunale di Siculiana, solo una "benedizione funebre"

Niente funerale in chiesa per Vito Triassi, ritenuto boss della storica famiglia italo-canadese dei Caruana-Cuntrera. A non autorizzare il funerale in chiesta è stata la Questura di Agrigento. Per oggi è prevista, al cimitero comunale di Siculiana, solo una "benedizione funebre". 

Ucciso da un infarto a Tenerife il boss Vito Triassi

L'uomo è stato stroncato da un infarto nelle scorse settimane alle Canarie, in Spagna. La salma, che è quanto pare è stata imbalsamata, è arrivata ieri da Roma all’aeroporto di Palermo ed è stata portata al cimitero Siculiana, dove oggi sarà benedetta. "Sarà una celebrazione semplice, un momento di benedizione – ha spiegato al Giornale di Sicilia l’arciprete di Siculiana Giuseppe Carbone - per l’ultimo saluto, perché il funerale non è stato autorizzato dalla Questura e non la prima volta che accade. Noi affidiamo tutto alla misericordia di Dio. Come dice Papa Francesco: noi non siamo nessuno per giudicare".

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Il clan Triassi controllava ad Ostia, secondo gli investigatori, il racket delle spiagge, dei chioschi e di alcuni stabilimenti insieme al traffico di droga. Vito Triassi e il fratello Vincenzo, che avrebbero gestito gli affari della cosca entrando in rotta di collisione con i clan Fasciani e Spada, vennero mandati ad Ostia al soggiorno obbligato, ma continuarono la loro attività criminale iniziata in Sicilia. Il traffico di droga e armi veniva gestito dalla storica famiglia mafiosa Caruana-Cuntrera. Secondo le inchieste della direzione distrettuale antimafia la famiglia Triassi si occupava del traffico di droga e di armi che arrivavano anche dai Balcani e avevano stretto rapporti con i sopravvissuti della Banda della Magliana.

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