"Racket mafioso a costruttore", revocata sorveglianza speciale e confisca dei beni

I giudici della Corte d'appello hanno riformato l'impugnato decreto del tribunale che disponeva la misura personale e patrimoniale per Antonino Gagliano

Antonino Gagliano

Revoca della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e revoca della confisca dei beni. A pronunciarsi su Antonino Gagliano, 53 anni, di Siculiana è stata, dopo la camera di consiglio, la quinta sezione penale della Corte d'appello di Palermo (presidente Giacomo Montalbano, consiglieri: Giovanni Carlo Tomaselli e Sabina Raimondo). I giudici hanno riformato il decreto del novembre del 2017 del tribunale di Agrigento, decreto appellato da Gagliano. Revocata, in riforma del decreto del tribunale di Palermo del marzo 2019, anche la confisca di 2 mila euro: saldo attivo ei una polizza assicurativa. 

Racket mafioso a costruttore, i giudici depositano le motivazioni: via all'appello

Antonino Gagliano, accusato di estorsione con metodo mafioso ai danni di un collega al quale - ha sostenuto l'accusa - avrebbe imposto il racket, il 19 dicembre del 2019, era stato condannato - dalla prima sezione penale del tribunale di Agrigento - a 9 anni e 6 mesi di reclusione.

Con decreto del novembre del 2017, il tribunale di Agrigento aveva applicato ad Antonino Gagliano la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 3 anni, con l'obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per un periodo di uguale durata. Contestualmente era stata disposta la confisca di alcuni beni, costituiti da un terreno, un impianto di calcestruzzo e il compendio aziendale. Il tribunale aveva fondato il provvedimento con la motivazione della pericolosità sociale in quanto "soggetto appartenente all'associazione mafiosa Cosa Nostra". Tutto è stato impugnato dai difensori di Gagliano: gli avvocati Calogero Meli del foro di Agrigento e Giovanni Rizzuti del foro di Palermo. I legali hanno contestato la misura personale con riferimento all'attualità e hanno contestato anche la misura patrimoniale del sequestro. Appello che è stato ritenuto fondato e meritevole di accoglimento da parte dei giudici della quinta sezione penale della Corte d'appello.   

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