Mercoledì, 16 Giugno 2021
Mafia

Imprenditore ucciso perchè non si era piegato a Cosa nostra, falsa partenza del processo

La Corte di assise, dopo la polemica dell'udienza precedente quando il boss Filippo Sciara aveva minacciato esposti nei confronti degli uffici del carcere, dichiara di avere ricevuto la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio

Da sinistra Passafiume e Sciara

Falsa partenza del processo a carico del boss ergastolano Filippo Sciara, 56 anni, di Siculiana. I primi due testi citati non si sono presentati e l'udienza è stata rinviata al 25 giugno.

Intanto la Corte di assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, con a latere Giuseppe Miceli, ha fatto presente di avere ricevuto la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio da parte dell'imputato che, all'udienza precedente, aveva protestato minacciando pure una denuncia nei confronti degli uffici del carcere di Parma dove è detenuto per scontare l'ergastolo. 

"Presidente - aveva detto -, cosa devo fare per ottenere l'ammissione al gratuito patrocinio? Ho presentato tre volte domanda, prima al gup e poi alla Corte, ed è andata smarrita. Devo presentare un esposto all'ufficio matricola del carcere per risolvere il problema?". La questione era stata anche sollecitata dal suo difensore, l'avvocato Carmelo Terranova. 

Il processo, nel quale è unico imputato, è quello per l'omicidio dell'imprenditore edile Diego Passafiume, 41 anni, ucciso il 22 agosto 1993, a Cianciana, da un commando di quattro uomini per la sua coraggiosa scelta di non scendere a patti con la mafia. Il 25 giugno si torna in aula. 

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