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Lunedì, 20 Maggio 2024
Operazione "Breaking Bet" / Licata

"Le mani della mafia sulle scommesse on line": chiesti 10 rinvii a giudizio

L'inchiesta, lo scorso novembre, ha fatto scattare 6 arresti e altre 4 misure cautelari: contestato il concorso esterno e l'associazione a delinquere

Le mani della mafia sulle scommesse on line: la Dda chiede 10 rinvii a giudizio nell'ambito dell'inchiesta "Breaking bet" che avrebbe sgominato un giro di giochi illegali per favorire le famiglie mafiose di Licata, Campobello di Licata e Campobello di Mazara.

Il provvedimento è stato firmato dai pubblici ministeri Gianluca De Leo e Ludovica D'Alessio. Il personaggio principale, già al centro di inchieste su scommesse illegali da cui però ne era uscito indenne, è il licatese Vincenzo Corvitto, 50 anni, finito in carcere lo scorso 8 novembre quando scattarono gli arresti domiciliari per altri cinque indagati e per quattro furono emessi provvedimenti interdittivi da attività imprenditoriali e professionali. 

Corvitto è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: la Dda, in particolare, gli contesta di avere messo a disposizione di Cosa nostra i posti di lavoro delle sue aziende per avere, in cambio, il sostegno necessario per estendere le sue attività fino a operare in regime di monopolio. In questo modo, sostiene l'accusa, avrebbe contribuito al rafforzamento delle cosche dell'Agrigentino e del Trapanese, territori dove operava.

Scommesse illegali ed estorsione, scatta l'operazione

Sotto accusa pure: Antonio Cardella, 34 anni, di Licata; Antonino Damanti, 41 anni, di Licata; Angelo Di Marco, 47 anni, di Licata; Salvatore Morello, 40 anni, di Licata; Sergio Cantavenera, 47 anni, di Licata; Salvatore Maria Giglia, 62 anni, di Campobello di Licata; Salvatore Pira, 53 anni, di Licata; Angelica Gentile, 53 anni, di Licata e Carmelo Savarino, 56 anni, di Campobello di Licata.

Allo stesso Corvitto, che avrebbe avuto il ruolo di "capo promotore", oltre che a Cantavenera, Cardella, Damanti, De Marco e Morello si contesta l'associazione a delinquere per avere gestito un vasto giro di scommesse illegali attraverso l'utilizzo indebito di piattaforme internet straniere.

L'inchiesta "Breaking bet": gli indagati e il timore delle intercettazioni

Le altre accuse sono relative alla distribuzione di macchinette per scommesse prive di autorizzazioni statali e all'avere intestato a Savarino e Gentile, quali prestanome, una copisteria con la finalità di aggirare il sequestro. 

L'udienza preliminare, davanti al gup di Palermo Lorenzo Chiaramonte, è stata fissata per il 21 maggio.

I difensori (gli avvocati Salvatore Pennica, Marco Ripamonti, Gaspare Cardella, Antonio Ragusa, Francesco Carità, Lorena Privato e Santo Lucia) potranno chiedere un rito alternativo. 

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