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"A disposizione per Sim, noleggio di auto e incontri riservati": fra i fermati pure due gemelli

Per la Dda, a carico di Luigi e di Paolo Ciaccio vi sarebbero gravi indizi di colpevolezza per favoreggiamento personale, aggravato perché realizzato per agevolare Cosa Nostra

Sarebbero stati "incondizionatamente a disposizione per l'intestazione di numerose utenze telefoniche, dei contratti di noleggio delle autovetture e per aver collaborato all'organizzazione di incontri riservati". Per la Direzione distrettuale antimafia di Palermo a carico dei fratelli gemelli Luigi e di Paolo Ciaccio vi sarebbero gravi indizi di colpevolezza per il reato di favoreggiamento personale, aggravato perché realizzato per agevolare Cosa Nostra. Anche i due fratelli Ciaccio sono stati fermati, fra gli altri, nell'ambito dell'inchiesta antimafia denominata "Passepartout". 

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"Paolo e Luigi Ciaccio sono due fratelli gemelli, i quali si sono stabilmente e incondizionatamente posti a disposizione di Accursio Dimino e di Antonino Nicosia per le più svariate esigenze e necessità. Le condotte dei due indagati sono consistite nell’essersi prestati - scrivono i magistrati della Dda - all’intestazione di numerose utenze telefoniche destinate a essere utilizzate dai due associati mafiosi, nell’aver svolto in più occasioni il ruolo di autisti per Dimino, nell’aver collaborato all’organizzazione di incontri riservati. Questo al fine di consentire a Dimino e Nicosia di eludere le investigazioni in corso nei loro confronti. Le conversazioni intercettate, inoltre, hanno rivelato - prosegue l'accusa dei magistrati della Dda - in modo inequivocabile la consapevolezza, nei due fratelli indagati, dello spessore mafioso sia del Dimino, sia dello spessore criminale del Nicosia (il quale, nel rapportarsi a loro, paventava in più occasioni il rischio di essere oggetto di attenzioni da parte delle forze dell’ordine e pretendeva quindi il loro appoggio e la loro collaborazione con il manifesto intento di eludere le investigazioni)".

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Dalle indagini svolte, è emerso che numerose utenze telefoniche in uso ad Antonino Nicosia erano in realtà intestate a Luigi e a Paolo Ciaccio. "Le conversazioni intercettate rivelavano che l’utilizzo di utenze a se’ non riconducibili rispondeva a una vera e propria strategia di Nicosia che, al fine di eludere le intercettazioni telefoniche nei propri confronti, - scrivono i magistrati della Dda - era solito far intestare le proprie utenze telefoniche ai due fratelli Ciaccio i quali, sistematicamente, mettevano a disposizione a tal fine i loro documenti e la loro firma". 

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