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Martedì, 18 Giugno 2024
Polizia

Mafia dei pascoli, dopo gli arresti è tempo di perquisizioni in ovili e aziende: trovate irregolarità

È stato accertato che in alcuni allevamenti non vi è corrispondenza fra il numero dei capi registrati nella banca dati nazionale delle Anagrafi zootecniche e l'effettivo numero degli animali presenti, in altri le identificazioni sono risultate incompleta o mancano documenti

Le perquisizioni vanno avanti. A distanza di circa 24 ore dai 5 arresti (4 a Santa Margherita di Belìce e uno notificato direttamente in carcere), la polizia sta continuando con le perquisizioni e i controlli di natura veterinaria e igienico-sanitaria nei confronti di aziende agricole e allevamenti di Santa Margherita del Belìce, Montevago e Sambuca di Sicilia. Sul campo oltre ai poliziotti della questura di Agrigento, con il supporto dei reparti Prevenzione crimine, ci sono anche gli specialisti del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico di Palermo, Agrigento e Trapani.

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Le verifiche fino ad ora effettuate hanno riguardato, in particolare, controlli sanitari in 4 stabilimenti di ovini, 2 caseifici e un locale deposito latte di Santa Margherita Belìce. I medici veterinari, supportati dai poliziotti del Servizio centrale operativo, della Sisco di Palermo e delle squadre mobili di Agrigento e Palermo, hanno constatato — all'interno di uno degli ovili - la non corrispondenza tra la consistenza dei capi registrati nella banca dati nazionale delle Anagrafi zootecniche e l'effettivo numero degli animali presenti: sono risultati assenti circa 40 animali adulti ed è stata rilevata anche la presenza di circa 100 ovini di età superiore ai sei mesi non identificati e circa 30 con identificazione incompleta.

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In un altro allevamento di ovini, i veterinari hanno accertato che il sito dove erano presenti gli animali non risulta essere censito in Bdn con regolare numero di registrazione, non avendo la proprietaria dell'allevamento richiesto alcuna registrazione del codice di pascolo al di fuori della sede aziendale. E nello stesso ovile è stata rilevata la non corretta identificazione di circa un centinaio di capi e pertanto i veterinari hanno disposto l' immediato blocco dei movimenti da o verso l'attività. All'esito di un controllo a carico di un'azienda di Agrigento, il personale veterinario ha riscontrato la presenza di 53 capi di ovini sprovvisti del cosiddetto "documento di accompagnamento" (Mod. 4) e pertanto ha disposto il blocco dei loro trasferimenti fino alla risoluzione delle non conformità riscontrate.

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L'attività d' iniziativa si innesta in una più ampia azione di contrasto, coordinata dallo Sco dalla polizia, contro l'ingerenza criminale nel settore agro-pastorale e nella filiera agro-alimentare, anche a tutela della sanità pubblica.

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