Mafia, parte il processo "Montagna": l'ex sindaco Sabella diserta l'aula

Via al dibattimento, l'ex amministratore resta in carcere e rinuncia a partecipare: ammessi i mezzi di prova

L'ex sindaco Santo Sabella

L'ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, dimessosi dopo l'arresto, scattato il 22 gennaio dell’anno scorso nell'ambito dell'operazione antimafia "Montagna", è il grande assente alla prima udienza del processo che si è aperto questa mattina davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato. L'ex amministratore del paese degli Archi di Pasqua, la cui organizzazione, peraltro, secondo gli inquirenti sarebbe stata "macchiata" da una serie di favoritismi a imprese vicine ai boss, ha rinunciato a farsi trasportare dal carcere ed essere presente in aula.

Slitta l'inizio del processo all'ex sindaco

In prima fila, invece, i suoi difensori, gli avvocati Antonino Gaziano e Antonino Mormino. Sabella è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe stretto un accordo elettorale col capo mafia del paese Giuseppe Nugara che, in cambio di piccoli appalti e posti di lavoro per uomini a lui vicini, gli avrebbe garantito sostegno elettorale. Insieme a Sabella sono stati rinviati a giudizio altri cinque imputati. Sono: Domenico Lombardo, 25 anni, di Favara, Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini e Antonio Scorsone, 53 anni di Favara.

Il pm chiedono 54 condanne per oltre seicento anni di carcere

Nel troncone abbreviato gli imputati sono cinquantaquattro e i pm, al termine della requisitoria, hanno chiesto condanne per oltre sei secoli di carcere. L’inchiesta avrebbe disarticolato le nuove cosche della provincia e fatto luce su un traffico di droga gestito dal clan. 

Il pubblico ministero Alessia Sinatra e i difensori hanno illustrato i rispettivi mezzi di prova: in sostanza le liste dei testimoni e i documenti da produrre al fascicolo. Il 14 marzo saranno sentiti i primi testi. Si tratta di ufficiali dei carabinieri che hanno coordinato le indagini. 

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