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Mafia

Salta il trasporto dal carcere, slitta udienza per sorveglianza a Burgio

L'imprenditore, detenuto da un anno per bancarotta, non viene portato in tribunale e il procedimento di prevenzione viene rinviato

L'imprenditore Giuseppe Burgio - l'ex "re dei supermercati" - non viene trasportato dal carcere, dove è detenuto da un anno per un'accusa di bancarotta legata al fallimento di alcune aziende, e l'udienza per decidere sulla richiesta della Procura di applicargli la misura di prevenzione slitta.

Settanta dipendenti parte civile contro Burgio

I giudici della seconda sezione penale hanno rinviato il procedimento di prevenzione al 15 novembre. Burgio, difeso dall'avvocato Carmelita Danile, in una delle ultime udienze si era difeso a lungo respingendo le accuse di pericolosità sociale che rischiano di costargli un provvedimento restrittivo della libertà personale successivo alla sua scarcerazione. 

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"La mia vita e la mia esperienza imprenditoriale - aveva detto - sono state da sempre improntate alla lotta alla mafia ed al malaffare, per questo ho pagato un caro prezzo e sono stato costretto ad andare in giro con la scorta". L'imprenditore ha ricordato, inoltre, d'avere, in passato, "denunciato boss di primo piano come Beniamino Di Gati e Calogero Di Caro e di averli fatti arrestare". 

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