"Ricettazione di gioielli ed elettrodomestici", tre a giudizio

I carabinieri scoprirono la refurtiva durante una perquisizione: sotto processo vanno i fratelli Alessandro e Giuseppe Infantino e Natale Bianchi

Natale Bianchi

Oggetti preziosi, bigiotteria ed elettrodomestici di vario tipo di provenienza illecita, probabilmente destinati alla vendita: i carabinieri fecero una perquisizione nelle loro abitazioni e scattarono le denunce per ricettazione. A distanza di alcuni anni dai fatti per tre vecchie conoscenze degli inquirenti, due delle quali sono finite in carcere per associazione mafiosa ed estorsione, parte il processo.

La Procura, con un provvedimento firmato dal pubblico ministero Silvia Baldi che, in seguito, è stata trasferita, ha disposto la citazione diretta a giudizio per Alessandro Infantino, 33 anni, il fratello Giuseppe Infantino, 38 anni e Natale Bianchi, 42 anni. L’accusa nei loro confronti è di ricettazione. La vicenda è molto vecchia e risale a quasi dieci anni fa, con esattezza al 18 gennaio del 2010. 

I carabinieri, nell’ambito di un’indagine su una serie di furti in abitazione in un vasto raggio di azione, perquisirono le abitazioni degli Infantino e di Bianchi, fino a quel momento coinvolti in vicende giudiziarie di spicciola criminalità, e trovarono una serie di oggetti di provenienza furtiva: bigiotteria, oggetti in oro, altri gioielli, orologi, televisori, riproduttori audio, cellulari, monete russe e una fotocamera digitale.

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Il processo doveva iniziare ieri davanti al giudice onorario del tribunale Andrea Terranova ma un difetto nelle notifiche ha fatto slittare la prima udienza al 17 giugno. I difensori (gli avvocati Davide Casà, Carmelita Danile, Giacomo La Russa e Daniele Re) potranno chiedere riti alternativi come il giudizio abbreviato o il patteggiamento. 
 

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