Lunedì, 22 Luglio 2024
Tribunale / Favara

"Non si riappropriò di un immobile confiscato nell'inchiesta antimafia Camaleonte": assolto favarese

Il 50enne Stefano Morreale, coinvolto nell'indagine sui fiancheggiatori del boss Maurizio Di Gati, era accusato di avere provato a riprendersi un terreno cambiando un lucchetto e posizionando quattro cani da guardia

Accusato di avere provato a riappropriarsi di un immobile che gli era stato confiscato viene assolto "perché il fatto non sussiste". Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, ha prosciolto il 50enne favarese Stefano Morreale finito sotto processo per l'accusa di avere provato a eludere la normativa antimafia. 

Morreale, condannato nell'ambito della maxi operazione "Camaleonte" che ha sgominato, nel 2006, una vasta rete di fiancheggiatori dei boss Maurizio Di Gati e Giuseppe Falsone, in particolare, avrebbe provato a riappropriarsi di un terreno cambiando il lucchetto di chiusura del cancello e posizionando quattro cani da guardia a presidio dell'ingresso.

La denuncia nei suoi confronti era scattata nel gennaio del 2021 in seguito a un controllo dell'amministratore giudiziario. Il pubblico ministero Manola Cellura, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 3 anni di reclusione. Il difensore, l'avvocato Giuseppe Barba, aveva replicato che Morreale si era solo limitato a preservare il bene senza avere avuto alcuna intenzione di riprenderne il possesso.

Il giudice, peraltro, ha sottolineato che a Morreale era stata applicata  la misura di prevenzione della confisca e non quella della amministrazione giudiziaria dei beni personali: di conseguenza non sussisteva la violazione della norma specifica per cui era finito a processo. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Non si riappropriò di un immobile confiscato nell'inchiesta antimafia Camaleonte": assolto favarese
AgrigentoNotizie è in caricamento