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Controllo dei mercati e scarcerazioni, la Dia: "Pericolose frizioni fra i vertici di Cosa Nostra e Stiddra"

Nella relazione semestrale, emerge che "il rischio di contrasti interni potrebbe scaturire anche dal fatto che boss e gregari sono determinati, dopo essere tornati in libertà, a riappropriarsi del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione"

Pericolose “frizioni” tra esponenti ai vertici di Cosa Nostra e alcuni Stiddari attivi a Palma di Montechiaro. "Frizioni" dovute al controllo e gestione delle attività illecite sul mercato ortofrutticolo. "Evenienze che potrebbero, nel tempo, rimettere in discussione il tacito accordo di non belligeranza che contraddistingue da anni la Valle dei Templi". Il rischio emerge dalla relazione semestrale della la Direzione investigativa antimafia (gennaio-giugno 2022). La Dia evidenzia, e lo fa a chiare lettere, che "il rischio di contrasti interni potrebbe scaturire anche dalla scarcerazione di boss e gregari, determinati a riappropriarsi del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione. In alcune articolazioni mafiose si sono registrati nel tempo taluni dissidi che hanno determinato azioni violente come documentato dall’operazione 'Mosaico' (2020), all’esito della quale la polizia e i colleghi del Belgio hanno tratto in arresto 8 persone per un tentato duplice omicidio eseguito, nel maggio 2017 a Favara, verosimilmente nell’ambito di una faida sviluppatasi, tra il 2015 e il 2018, all'interno di un gruppo criminale dedito al traffico di armi e droga sull’asse “Favara-Belgio”.

Le investigazioni hanno anche ricostruito l’evoluzione della consorteria inizialmente coesa e successivamente divisa in due gruppi contrapposti. Il 30 giugno 2022, a seguito dell'operazione “Mosaico”, la polizia ha eseguito nella provincia Agrigentina e a Piacenza un provvedimento cautelare a carico di 4 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di porto abusivo di armi comuni da sparo, detenzione di armi da guerra e munizioni, nonché di coltivazione di cannabis.

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"Famigghiedde" e "paracchi" agiscono autonomamente 

Nel contesto agrigentino risulterebbero, inoltre, attivi anche alcuni gruppi criminali su base familiare, denominati "famigghiedde" e "paracchi", che agiscono secondo le tipiche logiche mafiose operando autonomamente rispetto a Cosa Nostra e alle consorterie Stiddare. Cosa Nostra Agrigentina risulta tuttora, comunque, articolata in 7 mandamenti (Agrigento, Burgio, del Belice, Santa Elisabetta, Cianciana, Canicattì e Palma di Montechiaro) nel cui ambito opererebbero 42 famiglie.

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L'emigrazione criminale

"Negli ultimi anni si assiste a un singolare fenomeno, quello della cosiddetta 'emigrazione criminale', basato sulla propensione della mafia Agrigentina a trasferire i propri interessi illeciti al di fuori dei tradizionali confini di competenza - scrive la sezione Dia di Agrigento - .  L’11 gennaio 2022, nell’ambito dell’operazione “Nautilus”, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un sodalizio criminale composto da soggetti indagati per associazione di tipo mafioso ed attivo '…in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro provento di delitto in attività economiche, autoriciclaggio. A tal fine agivano ognuno consapevole di far parte di un sodalizio criminale, dell’apporto fornito allo stesso dalla propria e dall’altrui condotta nonché del beneficio che ognuno dava all’attività dell’associazione o traeva dall’operatività di questa…'. Tra questi un agrigentino che '…operava mediante la gestione della rete clandestina … omissis, distribuita prevalentemente in Sicilia e in Calabria, associata alla più ampia piattaforma di gaming on-line del …omissis…'. L’indagine ha fatto luce anche su una serie indeterminata di delitti in materia di giochi e scommesse illegali con l’aggravante, per taluni di questi reati, di aver agevolato il clan camorristico dei “Casalesi”.

Sempre nell’Agrigentino, i carabinieri di Catania, assieme a quelli di Palagonia, il 19 gennaio 2022 hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un soggetto ritenuto intraneo alla Stiddra operante tra Canicattì e Palagonia responsabile di concorso in omicidio aggravato in danno di altro soggetto considerato “vicino” ad ambienti criminali. Le indagini, avviate nel dicembre 2021, consentirono di inquadrare l'evento delittuoso nell’ambito di un regolamento di conti riguardante il presunto autore di un precedente omicidio. 

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