rotate-mobile
Il verdetto

"Ha chiesto di assumere un operaio ma non è stata estorsione": assolto il boss Massimino

Al capomafia, detenuto al 41 bis, si contestava un episodio di racket: nella stessa inchiesta è stato condannato il braccio destro Liborio Militello

Assoluzione per il boss Antonio Massimino, accusato di estorsione ai danni di due costruttori, padre e figlio, ai quali avrebbe provato a imporre l'assunzione di un operaio alle loro dipendenze. A deciderla è stata la Corte di appello al processo "bis" ordinato dalla Cassazione.

A Massimino si contestava di avere tentato di imporre l’assunzione di un operaio che di recente è stato arrestato in una vasta operazione antidroga: il titolare dell'impresa, il 23 marzo del 2016, andò all'appuntamento, nel bar di fronte al tribunale, con il registratore acceso nascosto sotto la giacca e consegnò il nastro agli inquirenti.

La maxi inchiesta "Kerkent": condannati Massimino e Militello

Quel nastro è stato al centro di ben quattro processi: la Corte di appello, come sostenuto dal legale Salvatore Pennica e recepito dalla Cassazione che aveva ordinato il nuovo giudizio di secondo grado, ha provato che si è trattato di "una semplice richiesta amichevole fatta, peraltro, a una persona conosciuta da tempo".

Il sostituto procuratore generale di Palermo, Rita Fulantelli, al contrario aveva chiesto la condanna a 6 anni ritenendo che "la caratura criminale di Massimino, capomafia per sentenza definitiva, già da molti anni, di per sé ha rappresentato un tentativo di estorsione".

Nell'ambito della stessa indagine, che ipotizzava altri due episodi di tentata estorsione ai danni degli stessi imprenditori, è stato coinvolto pure il 56enne Liborio Militello, ritenuto, per un periodo, il braccio destro di Massimino nella gestione della famiglia mafiosa di Agrigento.

Per lo stesso Massimino la condanna, per una diversa ipotesi di tentata estorsione ai danni degli stessi imprenditori, è diventata definitiva.

I due titolari dell'attività non avevano presentato denuncia ma la Dia, che indagava sul clan rimesso in piedi da Massimino dopo la seconda scarcerazione, lo pedinava e ha scoperto i presunti episodi di racket che sono stati poi confermati in aula.

AgrigentoNotizie è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Ha chiesto di assumere un operaio ma non è stata estorsione": assolto il boss Massimino

AgrigentoNotizie è in caricamento