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Salvatore Messina

Salvatore Messina

Mafia, il boss Totò Messina ottiene i benefici carcerari

Accolta la richiesta della difesa che chiedeva lo "scorporo della pena" per il quarantanovenne condannato all'ergastolo

Il boss Salvatore Messina, 49 anni, condannato all’ergastolo per associazione mafiosa, omicidio e tentato omicidio, ha ottenuto il diritto ai “benefici carcerari”. La Corte di assise presieduta da Luisa Turco, composta anche dal relatore Giuseppe Miceli, ha accolto la richiesta formulata dal difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, nell’ambito del cosiddetto incidente di esecuzione, e gli ha concesso lo “scorporo della pena”.

Si tratta, in sostanza, di uno strumento giuridico che gli potrebbe consentire di ottenere dei benefici carcerari (permessi premio, misure alternative alla detenzione, lavoro esterno) che il tribunale di Sorveglianza gli ha sempre negato. In soldoni ha ottenuto di “spacchettare” la pena complessiva dell’ergastolo in modo da ritenere che, in base al nuovo calcolo, la “soglia ostativa” alla concessione dei benefici sia superata. Si tratta di uno strumento che vari boss ergastolani hanno attivato, con esiti alterni, negli ultimi anni. Messina è stato condannato all’ergastolo nel maxi processo Akragas per associazione mafiosa, omicidio e tentato omicidio. Le vittime degli agguati sono gli stiddari Antonino Taiella e Gaetano Farruggia, quest’ultimo sopravvissuto. 

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