Domenica, 14 Luglio 2024
Mafia

Quaranta svela le mappe dei clan: "Ecco la geografia dei mandamenti"

Raffica di "omissis" nella zona del capoluogo, rivelazioni destinate a portare a nuovi sviluppi

“Ho rivestito il ruolo di vertice della famiglia mafiosa di Favara fino al 2013-2014. I componenti erano Giuseppe Vella, Pasquale Fanara, Stefano Valenti, Gerlando Valenti, Giuseppe Blando, Calogero Limblici, Luigi Pullara e Angelo Di Giovanni. Almeno questo succedeva quando c’ero io”. Il favarese Giuseppe Quaranta, in uno dei suoi primi verbali con i magistrati della Dda, “aggiorna” il quadro dei mandamenti e delle famiglie mafiose, sempre particolarmente utile agli inquirenti per conoscere le dinamiche mafiose del territorio. 

Quaranta delinea le mappe della geografia mafiosa

“Ho avuto rapporti con le famiglie mafiose di San Biagio Platani, Cammarata, Giardina Gallotti, Catania, Enna e Palermo. Fino al momento dell’arresto il rappresentante di tutta la provincia di Agrigento era Pietro Campo. Io so che adesso sono in difficoltà seria, ma dentro Cosa Nostra si trova sempre il sistema su come comunicare. Tutto si fa purché si arrivi a comunicare”. Il neo collaboratore di giustizia - il primo della storia di Favara, città dove la mafia è sempre stata storicamente ben radicata - descrive poi la “geografia” di Cosa Nostra. “Favara fa mandamento a sé e fino al 2014 era diretto da me e ora da Pasquale Fanara perché io sono stato posato”. Raffica di “omissis”, e quindi “terremoto” annunciato, sui nomi dei componenti delle altre famiglie mafiose del capoluogo. “Il mandamento di Agrigento comprende Giardina Gallotti, Villaseta, Fontanelle, Villaggio Mosè e Monserrato”. Per ogni zona indica il capo e fa il nome anche del responsabile dell’intero mandamento. I verbali prodotti agli atti dell’inchiesta “Montagna”, a disposizione delle parti per le udienze al tribunale del riesame, sono coperti da “omissis” ma destinati, evidentemente, a successivi risvolti. “Il mandamento di Santa Elisabetta, con a capo Francesco Fragapane, comprende Raffadali (con a capo Antonino Vizzì con Salvatore Manno che è l’anziano, il vero capo è lui ma Vizzì è quello operativo), Sant’Angelo Muxaro (gestito dai Fragapane), Aragona (con a capo un certo Gino che ha una masseria di cui non ricordo il nome al momento)”. Quaranta continua la ricostruzione della mappatura delle cosche. “A capo del mandamento di Bivona c’è Giuseppe Luciano Spoto detto “Nasca”. Comprende San Biagio Platani, con a capo Giuseppe Nugara; Cianciana con Ciro Tornatore che credo sia morto. L’ho visto solo una volta in un casolare verso il 2012-2013. E poi nel mandamento rientrava anche Santo Stefano di Quisquina ma non so chi ne fosse a capo”.

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