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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Operazione Condor / Palma di Montechiaro

Racket mafioso e narcotraffico: palmese resta in carcere

Il tribunale del riesame conferma il provvedimento per il 37enne Luigi Petruzzella, accusato di estorsione ai danni di un imprenditore che gestiva apparecchiature elettroniche. La difesa: "Viveva in Germania, è estraneo ai fatti"

Ordinanza cautelare in carcere confermata: il tribunale del riesame rigetta la richiesta di scarcerazione nei confronti di Luigi Petruzzella, 37 anni, di Palma, arrestato nell'ambito dell'operazione antimafia Condor, scattata l'11 gennaio. 

L'indagato era sfuggito alla cattura perchè si trovava all'estero quando è scattato il blitz con 9 misure cautelari. Sei giorni più tardi si era costituito alla caserma dei carabinieri. 

A Petruzzella si contesta una tentata estorsione, commessa insieme al presunto stiddaro Giuseppe Chiazza, ai danni di un imprenditore che gestiva apparecchiature elettroniche da intrattenimento a Licata al quale avrebbero chiesto la "messa a posto". Il provvedimento restrittivo è scattato pure per l'ipotesi di traffico di droga: nella presunta organizzazione, in particolare, si sarebbe occupato di consegnare la merce agli acquirenti e riscuotere le somme di denaro.

I difensori, gli avvocati Santo Lucia e Loredana Minio, hanno sostenuto che non ha avuto alcun ruolo nell'estorsione ai danni dell'imprenditore nè tantomeno nella presunta organizzazione a delinquere che avrebbe trafficato droga per finanziare il clan mafioso. "Viveva e lavorava in Germania, ha incontrato gli altri indagati - ha sostenuto la difesa - occasionalmente e per via dei loro rapporti di conoscenza e non perchè vi fosse condivisione di affari di qualsiasi natura".

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