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Domenica, 29 Maggio 2022
Mafia Palma di Montechiaro

"Agguato a colpi di pistola per vendicare un vecchio furto", palmese davanti al gup

Salvatore Ingiamo, 27 anni, arrestato lo scorso ottobre, sceglie il giudizio abbreviato. E' accusato di avere sparato, insieme a Domenico Sambito, a un presunto "stiddaro"

Salvatore Ingiaimo, 27 anni, di Palma di Montechiaro, arrestato il 24 ottobre scorso insieme a Domenico Sambito, 68 anni, con l’accusa di tentato omicidio, sceglie il giudizio abbreviato. La strategia processuale del suo difensore, l’avvocato Santo Lucia, è stata formalizzata dopo che il gip ha emesso il decreto che dispone il giudizio immediato.

Sambito sarà processato dai giudici della prima sezione penale (il dibattimento è già iniziato con l’audizione del primo testimone) mentre Ingiamo sarà giudicato dal gup Francesco Provenzano a partire dal 4 maggio. Dietro l’agguato ai danni di Diego Provenzani, 49 anni, a colpi di pistola, avvenuto dieci mesi prima gli arresti, ci sarebbe un vecchio debito, non saldato da circa 30 anni. Secondo l’accusa, l’armeria gestita da Domenico Sambito, a Palma di Montechiaro, nel lontanissimo 1987 sarebbe stata rapinata da un gruppo di “stiddari”.

Secondo Sambito del gruppo faceva parte anche Diego Provenzani (che non ha mai subito condanne per mafia), perciò da allora, secondo gli investigatori, Sambito riteneva di avere un credito con Provenzani, per le armi che gli erano state rubate. Sambito avrebbe tentato di riscuotere quel credito ma, non essendoci riuscito, avrebbe organizzato l’agguato. Sambito ed Ingiaimo, secondo l’accusa, lo stavano aspettando a bordo di un’Alfa 159. Al volante c’era Ingiaimo. Quando Provenzani è passato con lo scooter i due lo hanno inseguito e poi Domenico Sambito gli avrebbe esploso contro diversi colpi di pistola calibro 9 senza però riuscire a fare centro.

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