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L'avvocato Angela Porcello, il giorno dell'arresto

L'avvocato Angela Porcello, il giorno dell'arresto

Mafia, la maxi inchiesta Xydi al riesame: l'avvocato Porcello chiede la scarcerazione

Domani mattina il suo difensore illustrerà in aula il ricorso con cui sollecita l'annullamento del provvedimento restrittivo: primo vero vaglio dell'indagine

Quaranta giorni dopo l'operazione "Xydi", che ha disarticolato il nuovo mandamento mafioso di Canicattì e ribadito la leadership di Matteo Messina Denaro in Cosa nostra, l'inchiesta approda al tribunale del riesame.

Domani mattina è in programma l'udienza per il personaggio centrale del blitz, ovvero l'avvocato Angela Porcello, finita in carcere con l'accusa di essere stata la cassiera di Cosa Nostra e braccio destro del compagno Giancarlo Buggea, già pregiudicato per mafia, nella gestione della famiglia mafiosa.

Il suo difensore, l'avvocato Raffaele Bonsignore, illustrerà ai giudici del tribunale della libertà di Palermo il ricorso con cui chiede l'annullamento dell'ordinanza cautelare. La professionista, cancellata dall'Ordine dopo l'arresto, secondo quanto ipotizza la Dda, e avallato dai gip di Agrigento e Palermo, Stefano Zammuto e Lirio Conti che hanno emesso le rispettive ordinanze, avrebbe dismesso i panni dell'avvocato per organizzare riunioni e summit mafiosi nel suo studio.

Lì, nella errata convinzione che non potessero essere disposte le intercettazioni, venivano decise - sostiene l'accusa - strategie e dinamiche mafiose insieme a Buggea, compagno della donna, tornato libero da alcuni anni dopo una condanna a 8 anni per mafia nell'ambito dell'operazione Gosth.

Buggea, da sempre un "fedelissimo" del boss Giuseppe Falsone, avrebbe fatto in modo che tutti i personaggi che gravitavano attorno al capomafia avessero la difesa della compagna che, secondo quanto ipotizzato da Dda e giudici, avrebbe dismesso i panni dell'avvocato per organizzare il sostentamento dei familiari dei detenuti, gestire i soldi e gli affari del clan e, persino, passare all'esterno i messaggi e le direttive che lo stesso Falsone, recluso al 41 bis da 11 anni, non poteva far veicolare.

Sempre domani sarà discusso il ricorso dell'avvocato Diego Giarratana che ha chiesto la scarcerazione del ventunenne Diego Cigna, presunto stiddaro. Il 16 marzo, invece, ci sarà l'udienza relativa alla posizione dell'ispettore del commissariato di Canicattì, Filippo Pitruzzella, in pensione da alcune settimane, finito ai domiciliari con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per avere rivelato informazioni riservate su indagini in corso all'avvocato Porcello e a Buggea e per avere persino redatto, su loro richiesta, delle relazioni di servizio strumentali contro i componenti del clan rivale dei Chiazza. I suoi legali Antonino Gaziano e Salvatore Manganello hanno chiesto l'annullamento dell'ordinanza.

Sempre il 16 si discuterà il ricorso dell'avvocato Giuseppe Barba che ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza cautelare per i favaresi Giuseppe Sicilia, 42 anni e Gregorio Lombardo, 66 anni. 

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