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L'ispettore e l'assistente che davano notizie ai boss, ecco chi sono i due poliziotti indagati nel blitz Xydi

Filippo Pitruzzella è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: si sarebbe messo a disposizione dell'avvocata e del compagno trasmettendo informazioni riservate. Niente accuse di mafia per l'altro agente finito in carcere - Giuseppe D'Andrea - che avrebbe comunicato notizie segrete

Un ispettore del commissariato (Filippo Pitruzzella, in pensione da poche settimane) finito in carcere con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e un assistente capo dello stesso ufficio della Polizia, Giuseppe D'Andrea, fermato con le accuse di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio.

Pitruzzella, in particolare, è accusato di essersi messo a disposizione dell'associazione mafiosa "senza prendere parte alla stessa, veicolando reiteratamente a Giancarlo Buggea e all'avvocato Porcello informazioni segrete su attività investigative in corso a loro utili".

Lo stesso Pitruzzella (che ha nominato come difensore l'avvocato Salvatore Manganello e nelle prossime ore sarà interrogato come gli altri fermati) è accusato anche di accesso abusivo a sistema informatico. In una circostanza, l’8 giugno scorso, all’interno del proprio studio legale, lo avrebbe incontrato e i due avrebbero discusso "di strategie e vicende - sottolineano gli inquirenti - tutte interne al sodalizio mafioso". D'Andrea, che ha alle spalle altre vicissitudini di minore portata, è stato intercettato mentre discuteva con Buggea e la circostanza, addirittura, spinge Pitruzzella e invitare l'avvocato Porcello ad evitare questi incontri perchè potevano essere sconvenienti.

"Pitruzzella - si legge negli atti - informava l’avvocato che era venuto a conoscenza che nel corso di parallele attività di indagine Buggea era stato osservato dai suoi colleghi incontrarsi con altro appartenente alla forze dell’ordine, che la polizia giudiziaria identifica in D'Andrea (che ha nominato come difensore l'avvocato Daniela Posante) il quale a sua volta, a detta di Pitruzzella, era oggetto di attenzioni investigative da parte di “quelli di Agrigento” e dai carabinieri; attenzioni che quindi di conseguenza avrebbero potuto mettere a rischio anche lo stesso Buggea".

La vicenda ha dei connotati strani. In pratica D'Andrea si rivolge a Buggea per chiedere il suo interessamento per risolvere un problema legato alla gestione di un tabacchino di cui parrebbe avere avuto la titolarità. Pitruzzella li mette in guardia temendo che il collega possa ricattarli o, comunque, attirare attenzioni investigative. Nell'ambito di questo rapporto avrebbe acquisito e trasmesso a Buggea, all'avvocato Porcello e al mafioso Gregorio Lombardo informazioni riservate relative alla titolare formale del tabacchino e a un imorenditore.
 

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