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Un'intercettazione agli atti

Un'intercettazione agli atti

La maxi inchiesta antimafia Xydi, la difesa del poliziotto al riesame: "Talpa dei boss? No, cercava Messina Denaro"

I legali dell'ispettore Filippo Pitruzzella, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere trasmesso informazioni riservate su indagini in corso all'avvocato Angela Porcello e al compagno Giancarlo Buggea, sostengono che l'agente li "usava" per acquisire informazioni utili alle indagini

Non era la talpa dell'avvocato-boss Angela Porcello e del compagno mafioso Giancarlo Buggea ma li "usava" per cercare di acquisire da loro informazioni dato che riteneva che potessero fornire tracce importanti che portavano a Matteo Messina Denaro.

Lo hanno sostenuto, al tribunale del riesame, gli avvocati Antonino Gaziano e Salvatore Manganello, difensori dell'ispettore di polizia Filippo Pitruzzella, andato in pensione poche settimane prima di essere arrestato, il 2 febbraio, nell'operazione "Xydi" con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Pitruzzella, ai domiciliari dopo la convalida del fermo, è accusato, in particolare, di avere fornito informazioni utili su indagini in corso all'avvocato Porcello e a Buggea arrivando persino a scrivere delle relazioni di servizio strumentali contro il clan rivale dei Chiazza.

Tesi che sono state ribaltate dai difensori secondo cui Pitruzzella coltivava rapporti con Buggea e l'avvocato "consigliori" del mandamento al solo fine di sviluppare alcuni elementi investigativi che, in maniera autonoma, stava sviluppando per catturare Matteo Messina Denaro: alcuni parenti e persone a lui vicine, infatti, sarebbero entrati in contatto con Buggea. I giudici decideranno nelle prossime ore se accogliere l'istanza di riesame e, quindi, annullare il provvedimento restrittivo. 

E' stato rigettato, invece, il ricorso dell'avvocato Diego Giarratana che aveva chiesto la scarcerazione del ventunenne Diego Cigna, presunto stiddaro al quale si contesta la partecipazione all'associazione mafiosa per due episodi, avvenuti il 29 dicembre e il 7 gennaio quando, insieme ad Antonino Chiazza e Pietro Fazio, avrebbe organizzato un incontro per progettare un danneggiamento e un omicidio.

"Nulla di tutto ciò - aveva sottolineato il difensore -, peraltro proprio in quei giorni era stato perquisito dalla polizia e non avevano trovato alcuna arma, non ha fatto parte di Cosa Nostra. Quei due incontri sono stati casuali".

Gli avvocati Giuseppe Barba e Giovanni Castronovo, infine, hanno chiesto al tribunale del riesame la revoca dell'ordinanza cautelare per i presunti mafiosi favaresi Gregorio Lombardo e Giuseppe Sicilia. Secondo i difensori non vi sono elementi dai quali desumere il loro supporto all'organizzazione mafiosa. "Gli unici incontri con Buggea - è stata la tesi difensiva - sono da ricondurre a incontri professionali con l'avvocato Porcello, Sicilia cerca pure di sviare il discorso quando Buggea parrebbe coinvolgerlo in dinamiche interne alla consorteria". 

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