Venerdì, 19 Luglio 2024
Operazione Xydi

Mafia, la maxi inchiesta sulla rete di Messina Denaro approda in appello: l'avvocato Porcello e altri 12 impugnano le condanne

La penalista, mancata collaboratrice di giustizia, avrebbe trasformato il suo studio legale di Canicattì nel quartier generale del mandamento di Cosa nostra veicolando all'esterno i messaggi del boss Giuseppe Falsone: inflitti 15 anni e 4 mesi di reclusione. Venti anni all'ex compagno Giancarlo Buggea

Il 24 novembre davanti ai giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo: riparte il processo scaturito dalla maxi operazione "Xydi" che ha fatto luce sull'ultima rete di fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro, arrestato lo scorso 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza. 

Il personaggio principale dell'operazione è l'ex penalista Angela Porcello, cancellata dall'albo degli avvocati dopo l'arresto per associazione mafiosa nell'ambito del blitz scattato il 2 febbraio del 2021. La professionista, secondo quanto hanno accertato le indagini e il processo di primo grado, aveva dismesso la toga per gestire gli affari mafiosi insieme al compagno Giancarlo Buggea. In primo grado, lo scorso 6 dicembre, il gup di Palermo, Paolo Magro, le ha inflitto 15 anni e 4 mesi di reclusione. Il verdetto, nel complesso, ha previsto 15 condanne e 5 assoluzioni. In appello, davanti al collegio presieduto da Antonio Napoli, approdano adesso le posizioni di 13 imputati riconosciuti colpevoli.

Nello studio dell'avvocato Porcello, sostiene l'accusa, si sono tenuti summit e sarebbero stati messi insieme i capi mafia di diverse province e realtà territoriali per discutere di strategie e dinamiche. Sarebbe stata, in definitiva, una vera e propria consigliori e cassiera del clan.

"Era consigliori e cassiera di Cosa nostra": chiesti 18 anni per l'avvocato Porcello

Venti anni sono stati inflitti, invece, all'imprenditore mafioso Giancarlo Buggea, di Campobello di Licata, ex compagno di Angela Porcello, già condannato negli anni scorsi nell'inchiesta "Ghost". 

La professionista avrebbe strumentalizzato la sua attività innanzitutto per incontrare il boss Giuseppe Falsone al 41 bis e veicolare i suoi messaggi dal carcere ma non solo: Angela Porcello avrebbe fatto da "cassiera" del mandamento promuovendo e organizzando una serie di incontri con associati anche di altre province.

Questo il dettaglio della sentenza di primo grado, fra parentesi le richieste di pena: Giancarlo Buggea, 20 anni (20 anni); Angela Porcello, 15 anni e 4 mesi (18 anni); Giuseppe Grassadonio, 8 mesi (1 anno); Giuseppe Sicilia, 18 anni, 8 mesi (18 anni e 8 mesi); Calogero Paceco, 8 anni (10 anni e 8 mesi); Simone Castello, 12 anni (12 anni); Antonino Oliveri, assolto (10 anni e 8 mesi); Diego Emanuele Cigna, 10 anni e 6 mesi (10 anni e 8 mesi); Gregorio Lombardo, 17 anni e 4 mesi (12 anni); Luigi Boncori, 20 anni (20 anni); Giuseppe D’Andrea, 3 anni e 4 mesi (4 anni); Luigi Carmina, assolto (10 anni e 8 mesi); Gianfranco Gaetani, assolto (10 anni e 8 mesi); Gaetano Lombardo, 3 anni e 4 mesi (10 anni e 8 mesi); Giuseppe Pirrera, assolto (2 anni e 8 mesi); Giovanni Nobile, assolto (2 anni e 8 mesi); Annalisa Lentini, 1 anno e 8 mesi (2 anni e 4 mesi); Vincenzo Di Caro, 1 anno (2 anni); Giuseppe Giuliana, 8 anni e 8 mesi (16 anni e 8 mesi); Calogero Di Caro, 20 anni (20 anni).

Le cinque assoluzioni sono diventate definitive: fra gli imputati scagionati c'è il commerciante Giuseppe Pirrera. Il favarese (difeso dall'avvocato Giuseppe Barba) era accusato di favoreggiamento aggravato per avere fatto da intermediario fra Buggea e alcuni emissari di Cosa nostra americana, trasmettendo messaggi criptici fra loro e consentendo che si riunissero nel suo negozio di Favara. La sua assoluzione e le altre non sono state impugnate così come le condanne di Gaetano Lombardo e Giuliana. 

L'avvocato Porcello si dissocia dalla mafia, il suo legale: "Lo Stato non faccia finta di nulla"

L'inchiesta avrebbe pure svelato i componenti della nuova Stidda che si sarebbe contrapposta alla famiglia di Cosa Nostra. Ipotizzate anche una serie di estorsioni, in particolare nel settore delle mediazioni agricole.

In questo troncone processuale un'altra avvocata di Canicattì - Annalisa Lentini - era accusata di falso e procurata inosservanza di pena perchè avrebbe contraffatto la data di spedizione di una raccomandata al fine di rimediare a un errore nella presentazione dell'atto di appello di una condanna, nei confronti di un cliente della Porcello, che era diventata definitiva. Il giudice l'ha ritenuta colpevole condannandola a un anno e 8 mesi di reclusione. La sentenza è stata impugnata in appello.

Fra gli imputati anche il poliziotto Giuseppe D'Andrea riconosciuto colpevole di avere fatto degli accessi non autorizzati alla banca dati in dotazione alla polizia per acquisire notizie relative ad una licenza commerciale e alla posizione di un imprenditore.

Notizie che poi, sempre secondo quanto riconosciuto nella sentenza di primo grado, sarebbero state rivelate ai mafiosi Gregorio Lombardo e Giancarlo Buggea e all'avvocato Porcello.

L'ormai ex avvocato Porcello, nei mesi scorsi, ha rinnovato la volontà di collaborare con la giustizia dopo una serie di dichiarazioni in tal senso bocciate dai pm per la scarsa consistenza. La posizione degli inquirenti nei suoi confronti non è mutata.

L'avvocato Giuseppe Scozzari, ultimo difensore dell'ex collega, aveva polemizzato dopo il verdetto di primo grado: "Certamente - aveva detto - questa sentenza non costituisce un bel segnale per quanti, anche lontanamente, pensano di intraprendere la via della collaborazione, con tutti i rischi che ne conseguono".

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