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Lunedì, 8 Agosto 2022
Operazione "Xydi" / Canicattì

Mafia, il legale dell'avvocato Porcello attacca: "Perchè non le si è dato credito come collaboratrice?"

Il difensore Giuseppe Scozzari replica ai pm che avevano chiesto la condanna a 18 anni per l'ex presunta "consigliori" e cassiera di Cosa nostra e critica la Dda. "Tanta credibilità a falsi pentiti come Scarantino e Tuzzolino e nessuna considerazione per le sue rivelazioni genuine"

"Non capisco come sia stato possibile che non sia stata presa neppure in considerazione l'ipotesi di un inserimento dell'avvocato Angela Porcello nel programma di protezione dei collaboratori di giustizia quando questo status, nel recente passato, è stato attribuito a gente come Leonardo Messina, Vincenzo Scarantino e, da ultimo, Giuseppe Tuzzolino che ha rovinato decine di professionisti prima di venire sconfessato quando ha calunniato dei magistrati": l'avvocato Giuseppe Scozzari replica così ai pm della Dda che hanno chiesto la condanna a 18 anni di carcere per l'ex professionista cancellata dall'Ordine in seguito all'arresto, per associazione mafiosa, scattato nell'ambito dell'operazione Xydi.

La donna avrebbe strumentalizzato la sua attività innanzitutto per incontrare il boss Giuseppe Falsone al 41 bis e veicolare i suoi messaggi dal carcere ma non solo: Angela Porcello avrebbe fatto da "cassiera" del mandamento promuovendo e organizzando una serie di incontri con associati anche di altre province e mettendo a disposizione il suo studio legale diventato un vero e proprio quartier generale per summit mafiosi.

Un ruolo che avrebbe assunto in seno a Cosa nostra dopo avere instaurato una relazione con l'imprenditore mafioso Giancarlo Buggea tornato pienamente operativo dopo la prima condanna con ambizioni di leadership nel mandamento di Canicattì.

Scozzari (nella foto in basso), dopo avere ricordato la pubblica dissociazione dell'ex collega che ha letto in aula una lettera dai contenuti molto forti, attaccando la Dda per non averla proposta come collaboratrice di giustizia, ha cercato di ridimensionare il suo ruolo all'interno di Cosa nostra. 

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"Il pm - ha detto - insiste nell’attribuire all’imputata il ruolo di vera e propria “organizzatrice” del mandamento mafioso di Canicattì. Questa impostazione stride fortemente con i fatti e con gli atti processuali, in quanto è lampante ed evidente che il coinvolgimento dell’imputata Porcello nell’associazione si è promanato in un tempo breve e circoscritto (2 anni) ed è stato determinato unicamente da motivi sentimentali che legavano la donna all’ex compagno, ed oggi coimputato, Giancarlo Buggea".

L'avvocato Scozzari ha aggiunto: "Coinvolgimento che è scaturito, peraltro, dallo spregevole stratagemma ideato dallo stesso Buggea che, pur di ottenere dei canali di comunicazione “privilegiati” con altri sodali ha con cattiveria e cinismo, “circuito” l’imputata arrivando ad instaurare una relazione “amorosa” con la stessa al solo fine di raggiungere i propri illeciti e maldestri scopi".
 

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