rotate-mobile
Domenica, 19 Maggio 2024
Operazione Xydi

Mafia, l'uomo che catturò Messina Denaro rivela: "Cosa Nostra e Stidda si spartivano il racket delle mediazioni agricole"

Il colonnello del Ros, Lucio Arcidiacono, racconta in aula i summit nello studio dell'avvocato Angela Porcello e gli accordi fra le cosche contrapposte per gestire i soldi delle "sensalie": il ruolo di Antonino Chiazza

"Stidda e Cosa Nostra avevano messo le mani nel settore delle mediazioni della vendita di frutta, fra i due clan si cerca sempre un accordo per gestirsi il racket nella maniera più vantaggiosa per entrambi". 

Lo ha rivelato in aula il colonnello del Ros, Lucio Arcidiacono, l'ufficiale che lo scorso 16 gennaio ha catturato Matteo Messina Denaro all'uscita di una clinica privata a Palermo, deponendo al processo "Xydi" a carico del boss GIuseppe Falsone e di altri 8 imputati fra presunti affiliati e un ispettore di polizia. 

L'ufficiale ha ricostruito il segmento investigativo relativo alle presunte infiltrazioni della cosca nel settore delle mediazioni agricole, le cosiddette "sensalie" nella vendita di grosse partite di frutta, settore in cui l'imprenditore mafioso Giancarlo Buggea, personaggio chiave dell'inchiesta insieme alla compagna, l'avvocato Angela Porcello, avrebbe avuto grossi interessi gestendo alcune imprese del settore.

"Le attività di intercettazione - ha ricostruito Arcidiacono - hanno mostrato le trattative fra Buggea e lo stiddaro Antonino Chiazza, quest'ultimo ha fatto un vero e proprio tentativo di scalata per sostituirsi al vecchio capomafia Calogero Di Caro che era al vertice del mandamento di Canicattì".

Un'ulteriore conferma dell'alleanza Cosa Nostra-Stidda, secondo Arcidiacono, arriverebbe dall'ascolto di alcune conversazioni, registrate il 25 marzo del 2019 nello studio legale dell'avvocato Porcello, in cui commenta con Buggea e l'affiliato Giuseppe Puleri le dichiarazioni del pentito Giuseppe Quaranta secondo cui Chiazza si era messo a disposizione del mafioso Nicola Ribisi.

"Non c'era alcuna conflittualità come in passato - ha sottolineato Arcidiacono -, anzi scendevano a patti per cercare di fare soldi". L'inchiesta, in particolare, oltre a ribadire il ruolo del super boss Matteo Messina Denaro, ha disarticolato il nuovo mandamento di Canicattì che sarebbe stato rimesso in piedi dall'imprenditore Giancarlo Buggea, libero dopo avere scontato una condanna, insieme alla compagna-avvocato Angela Porcello. Nelle scorse settimane, nello stralcio abbreviato, sono stati entrambi condannati: 20 anni a Buggea, 15 anni e 4 mesi a Porcello. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mafia, l'uomo che catturò Messina Denaro rivela: "Cosa Nostra e Stidda si spartivano il racket delle mediazioni agricole"

AgrigentoNotizie è in caricamento