Traffico di cocaina e furti di bestiame con la regia di Cosa Nostra, chieste 4 condanne

Proposta la riduzione della pena per il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, conferma per gli altri

Da sinistra Francesco Fragapane e Giuseppe Quaranta

Una riduzione di pena per il pentito Giuseppe Quaranta - al quale in primo grado era stata inflitta una condanna persino superiore a quella chiesta dal pm nonostante la doppia riduzione prevista dal rito abbreviato e dalle attenuanti speciali previste dalla legge per i collaboratori di giustizia - e la conferma per gli altri agrigentini coinvolti.

Sono le conclusioni del sostituto procuratore generale Andrea Ursino al processo di appello, a carico di ventuno imputati, scaturito dalla maxi inchiesta "Proelio", che ha sgominato un presunto traffico di cocaina e furti di bestiame con la regia della mafia delle province di Agrigento e Ragusa. Il gup di Catania, Salvatore Ettore Cavallaro, il 28 febbraio dell'anno scorso, ha deciso quattro condanne e tre assoluzioni per gli imputati agrigentini. Sotto accusa, in tutto, ci sono ventuno persone.

La pena più alta, 20 anni di carcere, peraltro ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato, in primo grado è stata inflitta al quarantenne di Santa Elisabetta, Francesco Fragapane, coinvolto pure nell'inchiesta "Montagna" dove viene delineato il suo ruolo di capo del mandamento e aspirante capo provincia di Cosa Nostra: in primo grado, ha rimediato la stessa pena del processo "Proelio".

Cinque anni e quattro mesi, pena ridotta oltre che per il rito anche per le attenuanti speciali previste dalla legge sui collaboratori di giustizia, per il pentito Giuseppe Quaranta, 51 anni, ex capo mafia di Favara e braccio destro dello stesso Fragapane: il giudice, malgrado nelle sue rivelazioni si sia detto estraneo, lo ha riconosciuto colpevole di essere partecipe all'associazione che gestiva droga e furti di bestiame come forma di finanziamento delle famiglie mafiose. Cinque anni di reclusione sono stati inflitti a Salvatore Montalbano, 27 anni, di Favara; sei anni a Girolamo Campione, 41 anni, di Burgio.

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Tre gli assolti: Roberto Lampasona, 41 anni, di Santa Elisabetta, Antonino Mangione, 38 anni, di Raffadali e Antonino Manzullo, 52 anni, di Burgio: il verdetto non è stato appellato. Per Quaranta erano stati proposti 4 anni e 2 mesi: la stessa pena che, adesso, è stata proposta dal sostituto pg. La Corte, dopo la requisitoria, ha fissato altre tre udienze. I difensori (gli avvocati Daniela Posante, Vincenzo Castellano, Antonella Arcieri, Giuseppe Aloisio, Francesco Carrubba, Teresa Gigliotti e Francesco Provenzano) illustreranno le loro arringhe fra il 30 giugno, il 14 luglio e il 15 settembre. Poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio ed emetteranno il verdetto.

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