"I messaggi dei boss all'esterno del carcere", deputata rinviata a giudizio

Giudizio abbreviato per l'assistente della parlamentare molisana, l'agrigentino Antonello Nicosia e il capomafia di Sciacca Accursio Dimino

L'assistente parlamentare Antonello Nicosia e la deputata Giusi Occhionero

Il gup di Palermo Fabio Pilato ha rinviato a giudizio la deputata di Italia Viva, Giusy Occhionero, accusata di falso. Occhionero era coinvolta nell’operazione “Passepartout”, coordinata dalla Dda di Palermo, che aveva svelato un intreccio fra la famiglia mafiosa di Sciacca e la politica. Sei in tutto gli imputati.

Fra loro Antonello Nicosia, 48 anni, accusato di associazione mafiosa, che ha chiesto e ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Nicosia, un passato da attivista Radicale e poi impegnato nella difesa dei diritti dei detenuti, avrebbe utilizzato la sua funzione di collaboratore della parlamentare per entrare nelle carceri, parlare con i boss e trasmettere all’esterno i messaggi.

Rito abbreviato “condizionato” per il capomafia di Sciacca Accursio Dimino (difeso dall’avvocato Salvatore Pennica). Abbreviato secco per i fratelli Paolo e Luigi Ciaccio, che rispondono di favoreggiamento. Rinvio a giudizio per Massimiliano Mandracchia, anche lui per favoreggiamento. 

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