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Operazione "Ouster", imprenditori taglieggiati aiutarono polizia nelle indagini

O versavano il due percento dell'importo complessivo dell'appalto oppure noleggiavano mezzi e acquistavano materiali da ditte indicate dall'organizzazione criminale. Forse non avrebbero mai pensato, però, che gli imprenditori trovassero il coraggio di denunciare

La regola per le ditte che volevano lavorare a Licata era sempre la stessa: o versavano il due percento dell'importo complessivo dell'appalto oppure dovevano noleggiare mezzi e acquistare materiali da ditte indicate dall'organizzazione criminale. Forse, però, non avrebbero mai pensato che gli imprenditori trovassero il coraggio di denunciare e fornire le informazioni utili per il loro arresto alla magistratura. A Licata sembra essersi rotto il muro del silenzio. L'operazione "Ouster", portata a termine dalla polizia e dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Agrigento, ha sgominato l'organizzazione che avrebbe imposto il pizzo alle imprese edili della zona ad Est della provincia di Agrigento. 

Sei le persone finite in manette, per le quali la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto la custodia cautelare al gip, e due invece le aziende sequestrate preventivamente dalla Guardia di finanza. Si tratta della "Nova Car Srl" e la ditta individuale "Vedda Gianluca", entrambe con sede a Licata. Un'operazione portata a termine grazie all'aiuto di cinque imprenditori che, uno dopo l'altro, hanno deciso di oltrepassare il muro dell'omertà, collaborando con le forze dell'ordine nelle indagini iniziate all'incirca due anni fa. 

-> I NOMI E LE FOTO DEGLI ARRESTATI

Secondo quanto emerso dall'inchiesta, gli imprenditori taglieggiati sarebbero stati costretti a noleggiare mezzi e ad acquistare materiali anche quando non ce n'era il bisogno; oppure, in altri casi, a versare il 2 percento dell'importo complessivo dell'appalto che avevano vinto. 
L'attività del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Agrigento ha, inoltre, permesso di sgominare le due ditte, gestite da prestanome ma di fatto riconducibili ad alcuni dei soggetti arrestati nell'operazione di stanotte. Durante le indagini, tra le altre cose, gli uomini delle fiamme gialle hanno scoperto come nessuno dei prestanome abbia mai presentato la dichiarazione dei redditi negli ultimi quattro anni, e in alcuni casi le disponibilità economiche sono risultate irrisorie, anche con saldi bancari negativi. 
Adesso i magistrati della Dda di Palermo, insieme a tutte le forze dell'ordine, sperano che questa crescita culturale nella lotta alla criminalità organizzata possa continuare e coinvolgere sempre più imprenditori. 
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