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Giuseppe Blando

Giuseppe Blando

Mafia e droga, operazione "Oro bianco": una scarcerazione e un arresto confermato

Il settantenne Tommaso Vitanza va ai domiciliari per l'età avanzata, il favarese Giuseppe Blando, 47 anni, resta in cella ma i giudici del riesame annullano alcune aggravanti

Un indagato resta in carcere e un altro va agli arresti domiciliari. Prime pronunce del tribunale del riesame nell'ambito dell'operazione "Oro bianco" che il 13 gennaio ha fatto scattare 12 arresti per le accuse di associazione mafiosa e traffico di droga, colpendo al cuore - in particolare - il clan di Palma di Montechiaro che sarebbe stato diretto da Rosario Pace.

I giudici, ai quali si sono rivolti i difensori, gli avvocati Santo Lucia e Giovanni Lo Monaco, hanno sostituito la misura del carcere con quella dei domiciliari per Tommaso Vitanza, 70 anni, accusato di associazione mafiosa per avere, in particolare, fatto parte del cosiddetto "paracco", ovvero la cosca parallela a Cosa Nostra e alla Stidda capeggiata da Rosario Pace. L'ordinanza, che non modifica il quadro indiziario delle accuse, fa riferimento all'età avanzata dell'indagato.

Ricorso parzialmente accolto e misura cautelare in carcere confermata, invece, per il Giuseppe Blando, 57 anni, favarese, accusato di avere gestito un traffico di droga per conto della cosca.

Blando, difeso dagli avvocati Maria Alba Nicotra e Rosalia Palumbo Piccionello, è già stato coinvolto nella maxi inchiesta antimafia Montagna – poiché ritenuto esponente della famiglia mafiosa di Favara – venendo assolto in primo grado. I giudici del riesame, pronunciandosi adesso sul ricorso dei difensori, hanno escluso alcune aggravanti legate al quantitativo di droga. 

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