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Mafia Palma di Montechiaro

Mafia e traffico di droga, la Cassazione apre alla scarcerazione di un indagato

Deciso un nuovo passaggio al riesame per Gioacchino Pace, 51 anni, presunto componente del "paracco" al quale si contesta anche un ruolo nel narcotraffico

La Cassazione, accogliendo in parte il ricorso del difensore, l’avvocato Santo Lucia, ha disposto l’annullamento con rinvio dell'ordinanza cautelare in carcere nei confronti di Gioacchino Pace, 51 anni, di Palma di Montechiaro, coinvolto nella maxi operazione “Oro Bianco” che ha colpito il cosiddetto paracco, una famiglia mafiosa “parallela” a Cosa Nostra.

Pace è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di droga. La Suprema Corte ha disposto, dunque, un nuovo procedimento nei confronti del cinquantunenne al tribunale della Libertà di Palermo.

L’accoglimento dell’istanza, che poggiava in prevalenza sulle condizioni di salute precarie dell'indagato, arriva dopo due rigetti precedenti sia del gip che del Riesame. Pace, attualmente detenuto nella casa circondariale di Secondigliano, resterà comunque in carcere. 

L’operazione “Oro Bianco” – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo – è stata eseguita nel gennaio scorso dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento facendo luce su intrecci pericolosi tra mafia, imprenditoria e politica tra Palma di Montechiaro e Favara. In quell’occasione furono 12 le persone arrestate tra cui un consigliere comunale in carica – Salvatore Montalto, considerato dagli inquirenti uno dei capi decina della famiglia – e il capo clan Rosario Pace, detto “Cucciuvì”.

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