Il duplice agguato fallito a Favara, la difesa: "Ferraro non c'entra, va scarcerato"

Il 42enne è accusato del tentato omicidio di Carmelo Nicotra e Maurizio Distefano, ultime udienze al riesame

Uno dei fotogrammi, estrapolati dagli impianti di videosorveglianza, successivi all'agguato

"Calogero Ferraro non c'entra nulla con l'agguato nel garage, non c'è alcun riscontro all'ipotesi accusatoria. Va scarcerato". 

L'operazione "Mosaico", che ha fatto luce su quattro omicidi e tre tentati omicidi sull'asse Favara-Belgio, con la discussione delle ultime due posizioni, nei prossimi giorni avrà il vaglio definitivo del tribunale del riesame. Oggi è stato trattato il ricorso dell'avvocato Salvatore Virgone che chiede l'annullamento dell'ordinanza cautelare nei confronti di Calogero Ferraro, 42 anni, accusato, fra le altre cose del duplice tentato omicidio del quarantenne Maurizio Distefano e di Carmelo Nicotra, di due anni più giovane: la vittima designata all'agguato, scattato a Favara il 23 maggio del 2017, sarebbe stato Distefano (scampato ad un altro tentato omicidio, nel quale restò ucciso Mario Jackelick, il 14 settembre del 2016) che avrebbe ucciso due anni prima il favarese Carmelo Bellavia e per questo doveva essere eliminato dal gruppo rivale. Sia Distefano che Nicotra, nell'agguato, restarono feriti. La difesa oggi ha contestato la ricostruzione dell'accusa, chiedendo la scarcerazione.

Lo stesso Nicotra è finito in carcere nell'inchiesta nella quale è accusato di ricettazione, favoreggiamento, incendio, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi: tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso. Domani, sempre al riesame, sarà discusso il ricorso con cui i suoi difensori, gli avvocati Salvatore Cusumano e Samantha Borsellino, chiedono l'annullamento dell'ordinanza di arresto.

Nicotra è accusato di favoreggiamento dei suoi stessi killer che gli avevano esploso alle spalle diversi colpi di Kalašnikov all'interno del suo garage. Agli inquirenti, infatti, avrebbe ripetutamente mentito pur sapendo - come si evincerebbe dalle intercettazioni - chi era stato a fare fuoco. La ricettazione è relativa all'auto Renault Modus che avrebbe usato per andare all'ospedale dopo l'agguato.

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