La faida sull'asse Favara-Belgio, il gip: "Evitati altri quattro omicidi"

Nelle carte dell'inchiesta "Mosaico", che la prossima settimana approderà al tribunale del riesame, spunta il progetto per altri delitti incompiuti

Gerlando Russotto, una delle vittime designate, il giorno dell'arresto

"Il gruppo dei Bellavia aveva l'intenzione di commettere gli omicidi di Maurizio Distefano o del figlio Giuseppe; Emanuele Ferraro, Calogero Ferraro e Francesco Di Benedetto volevano uccidere Gerlando Russotto mentre Antonio e Calogero Bellavia volevano uccidere uno dei fratelli Gastoni, verosimilmente Calogero".

La faida sull'asse Favara-Belgio poteva lasciare sul selciato almeno altri quattro morti. Ne è convinto il gip di Palermo, Guglielmo Nicastro, che - nel motivare le esigenze cautelari - ha sottolineato come la strage potesse essere ancora più sanguinosa, rendendo necessario adottare delle misure cautelari per porre fine ad una contrapposizione fra due gruppi criminali entrati in contrasto per un prestito non restituito e per la gestione di una partita di droga da smerciare sulla piazza. Il 28 gennaio del 2015 viene ucciso l'imprenditore Carmelo Bellavia, fiancheggiatore del boss Gerlandino Messina, ed è la miccia per una faida che non si fermerà più. 

Intanto l'inchiesta "Mosaico", che ha fatto scattare sette arresti, all'alba del 15 settembre, eseguiti dalla squadra mobile di Agrigento, coordinata dal dirigente Giovanni Minardi, approderà presto al tribunale del riesame.

Tre dei quattro arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. All'indomani dell'operazione, davanti al gip Luisa Turco, delegata per gli interrogatori di garanzia dal tribunale di Palermo, sono comparsi Calogero Bellavia, 31 anni; Gerlando Russotto 31 anni; Carmelo Vardaro, 44 anni e Vincenzo Vitello, 64 anni; tutti di Favara. Solo quest'ultimo, difeso dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, ha risposto alle domande del giudice negando il suo coinvolgimento nella ricettazione dell'auto con cui, dopo l'agguato ai danni di Carmelo Nicotra, la vittima sarebbe stata trasportata. La tesi sarà ribadita al riesame dove sarà sollecitata la scarcerazione per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza.
Gli altri indagati (difesi dagli avvocati Salvatore Cusumano, Giuseppe Barba, Giuseppe Contato e Salvatore Virgone) si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Antonio Bellavia, 48 anni; Calogero Ferraro, 42 anni e Carmelo Nicotra sono stati arrestati in Belgio e si attende l'estradizione.

Per completare le procedure serviranno almeno un'altra decina di giorni. Le ordinanze cautelari a carico di Vitello e Vardaro saranno discusse martedì. Per Russotto e Calogero Bellavia il ricorso sarà depositato oggi e l'udienza al tribunale della libertà sarà fissata nei prossimi giorni.

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Lunga la serie di fatti di sangue che l'inchiesta avrebbe chiarito. Innanzitutto l'omicidio di Mario Jakelich e il contestuale tentato omicidio di Maurizio Distefano avvenuto a Liegi il 14 settembre del 2016; l'omicidio di Carmelo Ciffa avvenuto a Favara il 26 ottobre del 2016; l'omicidio di Baldassare Sorce, avvenuto a Sclessin: sobborgo di Liegi il 3 maggio del 2017; il tentato duplice omicidio di Carmelo Nicotra e Maurizio Di Stefano il 23 maggio del 2017 a Favara e l'omicidio di Emanuele Ferraro verificatosi a Favara l'8 marzo del 2018. 

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