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L'ex sindaco Santo Sabella

L'ex sindaco Santo Sabella

"Non parlare con nessuno e piglia quelle cose", in aula le intercettazioni dell'ex sindaco in carcere

Santo Sabella, ex primo cittadino di San Biagio Platani, dava istruzioni criptiche ai familiari

"Non parlate con nessuno, apri quel cassetto e piglia quelle cose". Con le dita della mano, secondo quanto riferito in aula da due marescialli dei carabinieri, avrebbe poi fatto il gesto della sottrazione.

Il sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, arrestato il 22 gennaio del 2018 con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - scarcerato con l'obbligo di restare fuori dalla provincia da alcuni mesi con prescrizioni di rientro in casa la sera - durante un colloquio in cella con i familiari proclama la sua innocenza e al tempo stesso sembra chiedere al fratello di far sparire alcuni documenti.

Le intercettazioni, eseguite nella sala colloqui del carcere Pagliarelli, sono state prodotte dal pubblico ministero della Dda Alessia Sinatra al processo "Montagna", in cui lo stesso Sabella è imputato insieme ad altre cinque persone. Ieri mattina sono stati ascoltati due marescialli che hanno visionato il filmato e descritto quello che si vede e sente. I sottufficiali hanno insistito molto sulla gestualità, ritenuta decisiva per comprendere cosa effettivamente Sabella volesse dire quando si rivolge al fratello chiedendogli di prendere dei documenti da un cassetto.

A Sabella si contesta di avere stretto un patto elettorale col capomafia del paese Giuseppe Nugara per farsi eleggere alle amministrative del 2014. Il boss gli avrebbe dato sostegno e il sindaco avrebbe dovuto ricambiare, sostiene l'accusa, indirizzando piccoli appalti e posti di lavoro a imprese e uomini vicini a Nugara. 

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