Mafia San Biagio Platani

"Patto col boss? Macchè solo rapporti con un ex compagno di scuola": al via l'arringa per Sabella

La difesa dell'ex sindaco di San Biagio Platani replica al pm che aveva chiesto la condanna a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa

L'ex sindaco Santo Sabella

"Non c'è stato alcun accordo politico-mafioso dietro l'elezione di Santo Sabella a sindaco di San Biagio, nel 2014. La ricostruzione delle dinamiche di quell'elezione è del tutto diversa, l'imputato ha avuto solo rapporti con un ex compagno di scuola che, fino al giorno dell'arresto, era del tutto incensurato".

Dopo la richiesta del pm della Dda Alessia Sinatra, che ha proposto la condanna a 12 anni di reclusione per l'ex sindaco, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, sono iniziati gli interventi dei difensori del principale imputato del processo scaturito dall'inchiesta "Montagna", finito in carcere il 22 gennaio del 2018 e tornato libero dopo due anni. L'intervento dell'avvocato Antonino Gaziano continuerà il 19 luglio, a seguire sarà il turno del collega Antonino Mormino.

Secondo il magistrato della Dda, Santo Sabella, nel 2014, fu eletto grazie ad un accordo col capomafia che organizzó tutto nei dettagli avendone in cambio la gestione di affari e appalti per uomini a lui vicini.

“È stato eletto nel 2014 - aveva detto il pm nel corso della requisitoria - , grazie ad un accordo col boss del paese Giuseppe Nugara, con una precisa strategia messa a punto nei dettagli che prevedeva pure una formale contrapposizione di liste che, in realtà, serviva solo a favorire la sua elezione”.

"Sabella - ha replicato l'avvocato Gaziano - aveva solo rapporti cordiali con Nugara, suo compagno di scuola per otto anni e compaesano. Non si sono mai frequentati e non hanno stretto alcun accordo". Il legale ha contestato la consapevolezza, da parte di Sabella, della caratura mafiosa del suo interlocutore. "E' stato arrestato da incensurato, fino al 2014 aveva persino il porto d'armi. Di conseguenza era stato rivoltato dalla Questura insieme a tutta la sua famiglia e non è stata trovata alcuna ombra".

Gaziano ha contestato anche la ricostruzione delle dinamiche elettorali formulata dalla Procura sostenendo che "la contrapposizione con Nugara non fu affatto finta". 

Prima della difesa di Sabella è stato il turno dell'arringa dell'avvocato Carmelita Danile che ha chiesto l'assoluzione di Giuseppe Scavetto, 51 anni, di Casteltermini, nei cui confronti il pm ha chiesto la condanna a 16 anni, per l'accusa di associazione mafiosa, ritenendolo organico alla famiglia di Casteltermini.

Il legale ha sostenuto che "non vi è alcun elemento dal quale desumere che abbia dato un apporto concreto alla consorteria. Le frasi intercettate all'indomani dell'arresto del padre sono penalmente irrilevanti. Dice di essere preoccupato di finire in carcere perchè era l'unica fonte di sostentamento della famiglia ma non perchè avesse qualcosa da temere". 

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