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Operazione Kerkent

"Può ancora mantenere contatti con l'esterno": prorogato il 41 bis a Massimino

Il tribunale di Sorveglianza di Roma conferma il regime del "carcere duro" che era stato impugnato dalla difesa del capomafia. "Fibrillazione esterna a Cosa nostra provoca fatti di sangue"

"L'autorevolezza di Antonio Massimino nel suo territorio è rimasta immutata anche grazie alla presenza del cugino Giuseppe Sicilia, capomafia di Favara arrestato il 2 febbraio dell'anno scorso. Con un regime detentivo ordinario potrebbe riprendere i contatti con l'esterno".

Il tribunale di sorveglianza di Roma, al quale si era rivolto il difensore del boss, l'avvocato Salvatore Pennica, conferma il regime del "41 bis" per il boss di Villaseta condannato due volte per mafia, nelle inchieste "Akragas" e "San Calogero" e di recente arrestato e ancora condannato, in primo grado, a 20 anni di reclusione, nell'ambito dell'operazione Kerkent. 

I giudici, nel rigettare la richiesta di revoca, sottolineano l'attualità dell'esigenza di sottoporlo a un regime detentivo di sicurezza e fanno riferimento, fra le altre cose, alla faida sull'asse Favara-Belgio degli anni scorsi che ha provocato una quindicina di agguati con morti e feriti. Il tribunale fa, infatti, riferimento "ad una preoccupante situazione di fibrillazione esterna". 

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