Giovedì, 23 Settembre 2021
Mafia

Mafia e droga, tempi lunghi per il processo "Kerkent": sospesi i termini per le scarcerazioni

I giudici accolgono la richiesta della Procura in considerazione della "complessità del dibattimento e dell'esigenza di procedere alla trascrizione di numerose intercettazioni"

"Il dibattimento appare particolarmente complesso alla luce della gravità dei capi di imputazione e del numero elevato di intercettazioni da trascrivere".

Con queste motivazioni, i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno disposto la sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare per gli imputati del processo scaturito dalla maxi inchiesta Kerkent che, il 4 marzo del 2019, ha fatto scattare decine di arresti per i presunti componenti del clan messo in piedi dal boss Antonio Massimino dedito, perlopiù, al traffico di cocaina.

La richiesta, all'ultima udienza, durante la quale è proseguita l'audizione del capo della Dia Roberto Cilona, era stata formulata dal pm Alessia Sinatra. I giudici, con un'apposita ordinanza, hanno sciolto la riserva accogliendo l'istanza che, quindi, blocca l'ipotesi di una scarcerazione per scadenza dei termini. 

In questo troncone sono imputati in sette. Si tratta di Pasquale Capraro, 29 anni; Angelo Cardella, 49 anni; Francesco Luparello, 46 anni; Saverio Matranga, 42 anni; Gabriele Miccichè, 29 anni; Calogero Trupia, 34 anni e Angelo Iacono Quarantino, 30 anni.

Cardella e Matranga, quindi, restano in carcere. Miccichè, Luparello e Iacono Quarantino sono ai domiciliari. Gli altri due imputati non sono detenuti. Intanto l'avvocato Salvatore Pennica, in seguito alla sentenza dello stralcio abbreviato del processo che ha escluso l'ipotesi di sequestro di persona e violenza sessuale contestata, fra gli altri, a Miccichè, ha chiesto la revoca dei domiciliari.

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