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Lunedì, 16 Maggio 2022
Mafia

Ex moglie di collaborante si dà malata per non testimoniare ma non viene trovata a casa: medico sotto inchiesta

I giudici trasmettono gli atti alla procura dopo che la donna, presunta vittima di violenza sessuale da parte del boss Antonio Massimino, aveva ritrattato le accuse e aveva detto di avere il Covid. Il medico fiscale e i carabinieri non la trovano nell'abitazione dove avrebbe dovuto essere in isolamento

L'ex moglie del collaborante, che aveva accusato il boss Antonio Massimino e alcuni complici di abusi sessuali e sequestro di persona, prima fa marcia indietro, poi non si presenta per completare la testimonianza e presenta un certificato medico che attestava la positività al Covid.

I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, su richiesta dell'avvocato Salvatore Pennica, difensore di uno degli imputati, trasmettono gli atti alla procura per indagare nei confronti del medico e della stessa donna.

Il processo è quello scaturito dall'operazione "Kerkent" sul clan del boss Antonio Massimino (condannato a 20 anni nello stralcio abbreviato dell'inchiesta) che avrebbe rimesso in piedi la famiglia mafiosa e un vasto traffico di droga. Un episodio estraneo al contesto riguarda i presunti abusi che l'allora moglie di un collaborante avrebbe subito per vendetta del fatto che il marito aveva truffato un commerciante vicino al boss. La coppia, secondo l'accusa che non ha retto nell'altro troncone processuale, sarebbe quindi stata sequestrata in un magazzino e la donna avrebbe subito palpeggiamenti mentre il marito a distanza non poteva aiutarla.

La donna che nel frattempo ha interrotto la relazione con il collaborante, in precedenza, aveva detto di avere mentito e di avere detto il falso quando aveva denunciato l'episodio. Questa mattina avrebbe dovuto completare la testimonianza ma ha inviato un certificato medico sostenendo di avere il Covid.

La difesa ha manifestato dei dubbi chiedendo ai giudici, ottenendolo, di disporre una visita fiscale. La donna, però, non è stata trovata dai carabinieri e dal medico a casa tanto che i giudici hanno chiesto al pm di indagare. La vicenda, quindi, potrebbe avere ulteriori sviluppi.

In questo troncone sono imputati in sette. Si tratta di Pasquale Capraro, 28 anni; Angelo Cardella, 48 anni; Francesco Luparello, 46 anni; Saverio Matranga, 42 anni; Gabriele Miccichè, 29 anni; Calogero Trupia, 34 anni e Angelo Iacono Quarantino, 28 anni. 

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