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Mafia, arrestato Giuseppe Di Piazza: «E' un affiliato alla famiglia di Casteltermini»

Di Piazza sarebbe stato un affiliato alla famiglia mafiosa di Casteltermini, con l'aggravante di aver concorso ad una associazione armata, avendo la disponibilità di armi ed esplosivi per il conseguimento delle finalità dell'associazione miranti al controllo di attività economiche finanziate con il prodotto, profitto e prezzo di altri delitti

I militari della Compagnia dei carabinieri di Cammarata, ad integrazione dell’operazione antimafia "Kamarat" che lo scorso maggio ha portato all’arresto di 7 esponenti di Cosa nostra, hanno arrestato Giuseppe Di Piazza, 44enne, presunto affiliato alla famiglia mafiosa di Casteltermini, responsabile di associazione a delinquere di tipo mafioso, per aver fatto parte di Cosa nostra, in concorso ed unitamente ad altri soggetti (fra cui Giovanni Brusca, Leoluca Biagio Bagarella, Enzo Salvatore Brusca, Giuseppe Monticciolo,  Vincenzo Chiodo, Antonino Di Caro, Antonio Costanza, Gerlandino Messina, Salvatore Longo, Alfonso Falzone, Luigi Putrone, Michele Traina, Giancarlo Buggea, Ignazio Accascio e Giuseppe Sardino).

 
Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Dda di Palermo, Giuseppe Fici, Di Piazza sarebbe stato un affiliato alla famiglia mafiosa di Casteltermini, con l’aggravante di aver concorso ad una associazione armata, avendo la disponibilità di armi ed esplosivi per il conseguimento delle finalità dell’associazione miranti al controllo di attività economiche finanziate con il prodotto, profitto e prezzo di altri delitti.
 
Ieri l’arrestato, ultimate le formalità di rito, è stato rinchiuso al carcere "Pagliarelli" di Palermo.
 
L’operazione rappresenta un ulteriore prosieguo dell’operazione denominata "Kamarat" che ha già portato alla cattura di altri 5 soggetti di spicco nell’ambito dell’organizzazione mafiosa agrigentina, in esito ad approfondite investigazioni svolte dalla Compagnia dei carabinieri di Cammarata, finalizzate a rivelare l’attuale composizione delle famiglie mafiose di Cosa nostra operanti nel territorio dei comuni di Cammarata, San Giovanni Gemini, Castronovo di Sicilia e Casteltermini.
 
Particolare importanza hanno rivestito le dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia di significativo peso all’interno dell’organizzazione criminale, come Alfonso Falzone, Luigi Putrone, Ciro Vara, Maurizio Di Gati, Antonino Giuffrè, Giuseppe Salvatore Vaccaro e Beniamino Di Gati, sulle quali si è di volta in volta appurata la veridicità attraverso i positivi riscontri da parte dei carabinieri.

 

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