Sabato, 24 Luglio 2021
Mafia

L'inchiesta antimafia "Halycon", capitano in aula: "Ecco come il clan gestiva i posteggi abusivi a Mollarella"

L'ufficiale dei carabinieri Francesco Lucarelli, comandante della Compagnia di Licata, ricostruisce alcuni retroscena dell'indagine. "Controllo amministrativo fatto appositamente per vedere la loro reazione"

Il magazzino di via Gela, adibito a quartier generale del clan

Le mani della mafia sui parcheggi abusivi nelle zone di mare. La cosca di Licata, capeggiata da Angelo Occhipinti, secondo quanto ipotizza la Dda, gestiva i posteggi di Mollarella e l'attività sarebbe stata molto remunerativa. 

A raccontare i retroscena dell'indagine, che ha portato nell'estate del 2019 alla doppia operazione Assedio-Halycon, è stato il capitano dei carabinieri Francesco Lucarelli, comandante della Compagnia di Licata, che ha coordinato un segmento dell'inchiesta. 

"Dall'attività svolta e dal tenore delle conversazioni intercettate - ha detto l'ufficiale - è emerso che la consorteria mafiosa capeggiata da Angelo Occhipinti assumeva il controllo totale della gestione di ampie aree di parcheggio, del tutto abusive, realizzate nella zona balneare Mollarella di Licata, nei pressi di uno stabilimento".

Angelo Occhipinti e il suo presunto braccio destro Raimondo Semprevivo avrebbero demandato il compito a uomini di fiducia e, in particolare, a Giuseppe Cassaro. I carabinieri, per stimolare e, soprattutto, immortalare la reazione del clan, danno vita a un maxi controllo amministrativo.

"Siamo andati in divisa ad eseguire un controllo nel parcheggio - ha detto rispondendo al pubblico ministero Alessia Sinatra - e abbiamo proceduto a identificare tutti i presenti, elevare le sanzioni amministrative e sequestrare gli incassi. L'operazione era funzionale a osservare la loro reazione".

Come previsto, i presunti affiliati, incassato il colpo, si radunano e commentano con amarezza l'accaduto. "Al summit che abbiamo intercettato poco dopo - ricostruisce sempre in aula Lucarelli - prende parte pure Raimondo Semprevivo. 

In questo stralcio del processo sono imputati: Angelo Bellavia, 65 anni; Antonino Cusumano, 44 anni; Giovanni Lauria, 79 anni; Antonino Massaro, 61 anni; Salvatore Patriarca, 42 anni; Alberto Riccobene, 53 anni; Gabriele Spiteri, 47 anni e Vincenzo Spiteri, 53 anni.

Le accuse contestate sono di associazione mafiosa e favoreggiamento aggravato. Il processo riprende il 27 settembre per completare la deposizione dell'ufficiale. 

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