Domenica, 21 Luglio 2024
Operazione "Fermi tutti" / Porto Empedocle

Pregiudicato nel mirino del pericoloso clan di Porto Empedocle, poliziotto in aula: "Ripresi mentre sparavano"

Un ispettore della squadra mobile ricostruisce gli attentati intimidatori di cui era rimasto vittima un quarantenne, morto lo scorso anno, entrato in contrasto col gruppo criminale che gli incendiò la casa e i furgoni della sua attività

Pregiudicato nel mirino del clan di Porto Empedocle: furgoni della sua attività e abitazione incendiati e colpi di pistola contro la sua abitazione per vendicare l'incendio che, secondo i componenti del gruppo, aveva appiccato al padre di uno di loro. Attentati e danneggiamenti di cui si sarebbero poi vantati parlandone fra loro.

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A rivelarlo in aula, al processo scaturito dall'operazione "Fermi tutti", è stato l'ispettore della squadra mobile Fabio Fabiano che ha indagato a lungo sui due gruppi di fuoco ritenuti vicini a Cosa nostra che, oltre una decina di anni fa, hanno terrorizzato Porto Empedocle con sparatorie, intimidazioni e violente rappresaglie.

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Sette gli imputati davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato. Si tratta di: Giancarlo Buti, 36 anni, di Porto Empedocle; Giuseppe Romeo, 32 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Lombardo, 36 anni, di Porto Empedocle; Paolo Mendola, 46 anni, di Porto Empedocle; James Burgio, 32 anni, di Porto Empedocle; Carmelo Burgio, inteso "Flavio" 34 anni, di Porto Empedocle e Stefano Albanese, 46 anni, di Porto Empedocle. 

Francesco "Paolo" Tarantino, 38 anni, di Porto Empedocle; Francesco Capizzi, 59 anni, di Porto Empedocle; Francesca Paola Montesano, 43 anni e Gaetano Massei, 45 anni, entrambi di Palermo, sono stati giudicati con il rito abbreviato.

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"Il pregiudicato Libertino Vasile Cozzo (morto lo scorso anno) - ha detto il poliziotto rispondendo al pubblico ministero Annalisa Failla - era sospettato di avere incendiato l'auto del padre di Francesco Paolo Tarantino e per questo gli furono bruciati due furgoni adibiti al trasporto del pesce e la casa di campagna. Lo stesso Tarantino con Romeo, Capizzi e Buti, intercettati, si vantano di avergli fatto un danno dieci volte superiore a quello ricevuto".

Fabiano ha aggiunto: "Un video immortala Tarantino che spara contro l'abitazione di Vasile Cozzo". Il poliziotto, rispondendo all'avvocato Vincenza Gaziano, presente in aula insieme al collega Giuseppe Barba, gli chiede se, in seguito alle intercettazioni in cui ammettevano di essere in possesso di armi e droga, sono state fatte delle perquisizioni.

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"Non sono state fatte - ha risposto - perché avremmo bruciato l'indagine". Le accuse sono di detenzione e porto illegale di armi da sparo, fabbricazione e trasporto in luogo pubblico di bottiglie incendiarie, danneggiamento, minacce aggravate, rapina e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Le indagini della polizia, inoltre, avrebbero consentito di fare luce su una serie di episodi intimidatori che si sono verificati a Porto Empedocle e pure su un tentato omicidio. 

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Mendola, Tarantino, Romeo, Lombardo e altri due imputati sono accusati di tentato omicidio ai danni di Massei e Montesano, destinatari di una serie di colpi di pistola e fucile a pallettoni, mentre si trovavano in auto insieme a una bambina, perché - sostiene l'accusa - volevano sottrargli una partita di quasi otto chili di hashish. 

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