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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
L'inchiesta

L'inchiesta "Condor", al via gli interrogatori: in due fanno scena muta dal gip

Giuseppe Chiazza e Baldo Carapezza si avvalgono della facoltà di non rispondere: domani tocca ad altri due indagati

Scena muta davanti al gip: i primi due indagati comparsi per l'interrogatorio di garanzia dell'operazione antimafia "Condor" si avvalgono della facoltà di non rispondere.

Si tratta di Giuseppe Chiazza, 51 anni e Baldo Carapezza, 27 anni, entrambi di Palma. I due indagati, assistiti dai difensori Giuseppe Vinciguerra e Santo Lucia, sono comparsi in udienza da remoto e hanno comunicato al gip di Palermo, Filippo Serio, che ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere, di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. 

Chiazza è accusato di associazione mafiosa per avere fatto parte della Stidda "mantenendo un costante collegamento con gli altri associati, occupandosi - fra le altre cose - del sostentamento economico dei detenuti mediante la messa a posto". Lo stesso è accusato di due tentativi di estorsione e di un'estorsione oltre che di traffico di droga. Carapezza, invece, è accusato di traffico di droga e di un tentativo di taglieggiamento commesso insieme allo stesso Chiazza: i due, in particolare, avrebbero provato a farsi consegnare una tangente di 4.000 euro ogni quindici giorni da un imprenditore "da destinare - è l'atto di accusa dei pm - al soddisfacimento dei bisogni della stidda".

L'operazione antimafia "Condor", che rappresenta l'ideale continuazione dell'inchiesta "Xydi" che ha avuto nell'avvocato Angela Porcello il principale personaggio, ha portato in carcere altre vecchie conoscenze dei clan mafiosi della provincia di Agrigento.

Si tratta di Nicola Ribisi, 42 anni, di Palma di Montechiaro, che ha già scontato una condanna a 5 anni e 4 mesi per associazione mafiosa dopo un arresto nel 2009 ed è stato di recente tirato in ballo dal pentito Giuseppe Quaranta, e di Giuseppe Sicilia, 43 anni, di Favara, già detenuto per vicende di mafia. 

In carcere è finito pure Domenico Lombardo, 31 anni, di Favara. Ai domiciliari Ignazio Sicilia, 48 anni, fratello di Giuseppe e già coinvolto in vicende di mafia; Salvatore Galvano, 52 anni, titolare di un deposito giudiziario di auto e già arrestato venti anni fa nell'operazione antimafia "San Calogero", Francesco Centineo, 38 anni, di Palermo e Giovanni Cibaldi, 35 anni, commerciante di Licata. Obbligo di dimora, infine, per Luigi Montana, 40 anni, di Ravanusa. 

Gli interrogatori di Ribisi e Lombardo, che hanno nominato come difensore l'avvocato Giuseppe Barba, sono in programma domani al carcere Pagliarelli. Ancora da fissare gli altri. 

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