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Naro, omicidio di "Tito" Terranova: "Si tratta di mafia", passa alla Dda

Come da noi accennato anche ieri sera, le modalità dell'agguato hanno fin da subito fatto pensare a un'esecuzione mafiosa in piena regola. Gli investigatori, adesso, stanno studiando le possibili correlazioni con l'omicidio, del 26 gennaio, dell'imprenditore Carmelo Bellavia di Favara

Il fascicolo sull'omicidio di Salvatore Terranova, il commerciante ucciso ieri sera in piazza Crispi a Naro, è passato alla Dda di Palermo.

Almeno sei sarebbero i colpi di pistola esplosi da un'automatica, tre dei quali sono andati a segno freddando Terranova che, appena dopo aver chiuso il negozio di casalanghi, è stato raggiunto dal sicario mentre era in procinto di accendere l'auto per tornare a casa.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia coordinati dal sostituto procuratore Santo Fornasier.

Terranova era stato indicato da due pentiti, uno dei quali ha poi ritrattato, come "punto di forza della cosca narese" quale probabile "appartenente alla cosca di Stefano Marsala" e considerato anche "capace di commettere omicidi"

Proprio per questo da tempo era tenuto d'occhio dalle forze dell’ordine.

In particolare il pentito, che poi si è auto smentito, Salvatore Morello, lo indica quale autore del duplice omicidio Marco Balsamo e Girolamo Di Gerlando nel corso della guerra di mafia degli anni novanta.

E' sempre secondo il pentito Morello, Terranova, che aveva anche una rivendita di autovetture al Villaggio Mosè di Agrigento (poi chiusa) e negozi di articoli casalinghi a Naro e Palma di Montechiaro, che Terranova avrebbe fatto parte della cosca Marsala.

Come da noi accennato anche ieri sera, le modalità dell'agguato hanno fin da subito fatto pensare a un'esecuzione mafiosa in piena regola. 

Gli investigatori, adesso, stanno studiando le possibili correlazioni con l'omicidio, del 26 gennaio, dell'imprenditore Carmelo Bellavia di Favara.

Anche se non ci sono conferme potrebbe, infatti, trattarsi di una serie di episodi concatenati e finalizzati alla riorganizzazione della mafia agrigentina.

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