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Leo Sutera

Leo Sutera

Mafia, chiesto nuovo processo per Sutera e Messina

Secondo il procuratore generale della Cassazione non ci sono prove per dimostrare che il "professore" sia arrivato al vertice dei clan mafiosi di Agrigento

Non ci sono prove per dimostrare che il "professore" Leo Sutera sia arrivato al vertice dei clan mafiosi di Agrigento. Il materiale probatorio è insufficiente e il procuratore generale della Cassazione rimette tutto in discussione.

Il sessantaseienne ex insegnante di Sambuca di Sicilia, secondo l'accusa, deve essere nuovamente processato in Corte di appello "perché si valuti ed eventualmente integri il materiale probatorio". La decisione, adesso, spetterà ai giudici della Cassazione, che se dovessero accogliere questa tesi, stravolgerebbero il cuore dell'inchiesta "Nuova Cupola".  

Sutera, malgrado la pena sia stata contenuta (6 anni in primo grado, 3 in appello già scontati al 41 bis), è stato riconosciuto colpevole in due gradi di giudizio dell'accusa di essere stato il nuovo referente provinciale di Cosa Nostra.

L'accusa in Cassazione chiede pure l'annullamento con rinvio della condanna per associazione mafiosa per l'empedoclino Fabrizio Messina, 40 anni, che meno di un mese fa ha finito di scontare quattro anni di reclusione.

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