Mafia nigeriana, scovato nelle campagne di Grotte il 30enne indagato

Il fermo, per ora notificato a 14 dei 19 indagati (altri 5 sono irreperibili), è stato disposto dalla direzione distrettuale antimafia dell'Aquila

E' stato fermato a Grotte, dalla Squadra Mobile di Agrigento, il nigeriano indagato nell'inchiesta della Dda dell’Aquila che ha sgominato una vera associazione di tipo mafioso denominata ‘Supreme Eiye Confraternity (Sec)’ o  ‘Eiye’. Si tratta di un sodalizio radicato in Nigeria ma diffuso in molti Stati europei ed extraeuropei, equiparato per struttura e forza intimidatoria alle mafie tradizionali. 

Il fermo, disposto dalla direzione distrettuale Antimafia di L’Aquila, è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Teramo e dai colleghi di Ascoli Piceno, di Agrigento, Catania e con il reparto Prevenzione crimine  “Abruzzo” di Pescara. Le persone fermate sono organiche – secondo l’accusa - alla cellula locale (Nest) denominata ‘Pesha'. 

Nell’Agrigentino, i poliziotti della Mobile – coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi – sono riusciti, anche se non è stato per niente semplice, a rintracciare e a bloccare, nelle campagne di Grotte dove s’era rifugiato, il trentenne nigeriano.

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