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Lunedì, 8 Agosto 2022
L’evento / Naro

Intimidazioni a coop "Libera terra", tutto pronto per il sit-in che urlerà "no alla mafia"

Domattina, alle 10, in contrada Gibbesi, sarà il momento per schierarsi, platealmente, contro la criminalità organizzata e in favore di un percorso di sviluppo nel segno della legalità

Le adesioni sono già arrivate, molte delle quali in silenzio, al Cartello sociale. Domattina, alle 10, in contrada Gibbesi a Naro, sarà il momento per schierarsi, platealmente, contro la mafia e in favore di un percorso di sviluppo nel segno della legalità. Ci sarà anche l'Auser Agrigento perché "contro la mafia occorre fare fronte comune ed occorre una risposta corale". "Come Auser non possiamo che essere vicini ed esprimere la nostra totale ed incondizionata solidarietà ai soci ed ai lavoratori della cooperativa 'Rosario Livatino' che, da anni, in un appezzamento sequestrato alla mafia, cercano di portare avanti una impresa pulita e libera dal condizionamento mafioso".

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Sono stati due, nel giro di circa una settimana, gli incendi dolosi che ha subito la cooperativa “Le terre di Rosario Livatino – Libera terra” a cui sono stati affidati i fondi agricoli, di contrada Gibbesi a Naro, confiscati alla mafia. Prima è stato appiccato il fuoco ai campi coltivati a grano e sono andati in fumo ben 10 ettari, provocando un danno di 10 mila euro. Poi sono stati incendiati quelli coltivati a lenticchie. 

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"Non è la prima volta che si è in presenza di atti criminosi contro questo vero avamposto di lotta alla mafia, ci auguriamo che le istituzioni possano presto assicurare alla giustizia gli autori di questi gesti criminali ma, soprattutto, impediscano che si possano ripetere - ha scritto Bruccoleri, presidente provinciale di Auser Agrigento - . I beni confiscati alla mafia, come abbiamo ribadito nei giorni scorsi a Palermo in una iniziativa Auser sul tema, possono e debbono concretamente segnare il momento della restituzione alla collettività della ricchezza sottratta dalla mafia ai cittadini. Essi possono diventare aziende sane, ma anche servizi e spazi per la socialità, una ricchezza che dai mafiosi deve ritornare ai cittadini".

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