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Tribunale

Minacce per fare ritrattare le accuse al boss? Il pentito sarà sentito in aula

Antonino Mangione ha raccontato di avere subito pressioni per raccontare agli inquirenti che le denunce contro Antonio Massimino erano infondate: sotto accusa il cognato e un cinquantenne ritenuto vicino al capomafia. Il collaborante sarà accompagnato in aula con l'ambulanza

"Ascolta, Antonio Massimino è mio fratello. Devi andare subito a ritirare la denuncia e devi fare uscire la notizia sul giornale che ti sei inventato tutto e che sei pazzo". Il collaborante Antonino Mangione e la moglie, con queste parole, oltre che con minacce e con l'offerta di 5.000 euro, sarebbero stati invitati a ritrattare le accuse di abusi sessuali (poi escluse al processo dal giudice) nei confronti del boss Antonio Massimino, figura chiave della maxi inchiesta Kerkent.

Il pentito, in realtà mancato dato che le accuse al capomafia non hanno trovato riscontro, sarà sentito in aula al processo a carico di due uomini, ritenuti vicini al boss di Villaseta. Si tratta di Giuseppe Gallo, 51 anni e Vincenzo Mendola, 50 anni: quest'ultimo cognato del capomafia.

Il collaborante sarà sentito il 24 maggio davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara. Le modalità dell'audizione saranno del tutto particolari perchè Mangione, ricoverato in una struttura della provincia per alcune patologie, sarà accompagnato in tribunale con un'ambulanza e l'assistenza medica. 

I due imputati, che hanno nominato come difensori gli avvocati Daniela Posante e Salvatore Pennica, sono accusati di intralcio alla giustizia con metodo mafioso. Massimino, già imputato di associazione mafiosa e traffico di droga, era stato accusato di sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti della moglie del collaborante. Accuse, nate dalle denunce di Mangione e della compagna, che, al processo, si sono rivelate peraltro insussistenti. Il 23 marzo del 2019, alcune settimane dopo il blitz, Gallo e Mendola avrebbero fatto irruzione in casa di Mangione e l'avrebbero minacciato dopo averlo strattonato. "Ora ci sono io e a te e ai tuoi figli nessuno vi farà niente se vai a ritrattare tutto. Per te ci sono anche 5.000 euro, puoi pure andarmi a denunciare. Io non ho paura di nessuno".

La deposizione di Mangione era stata messa in dubbio per via delle sue condizioni fisiche ma il tribunale ha disposto la sua audizione con l'assistenza medica. 

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