rotate-mobile
Domenica, 19 Maggio 2024
L'aggiornamento

Peggiorano le condizioni di Messina Denaro, il legale: "Non fatelo stare in carcere"

Il boss, rinchiuso dal 16 gennaio nel carcere de L'Aquila, "non mangia e si alimenta soltanto con succhi di frutta". Ma non sarebbe in pericolo imminente di vita

Sono effettivamente peggiorate le condizioni di salute di Matteo Messina Denaro, a quanto confermano all'Adnkronos fonti interne al carcere dell'Aquila dove il boss è detenuto in regime di 41bis, dopo l'allarme lanciato dal suo avvocato Alessandro Cerella. Tuttavia, sottolineano le stesse fonti, "la situazione, seppur grave, non ha richiesto al momento alcun trasferimento né cambio di cure". Il boss, dunque, "non sarebbe in pericolo imminente di vita", almeno secondo quanto emerso dall'ultima tac effettuata in ospedale domenica scorsa.

"Non può più stare in carcere"

E intanto spunta la richiesta per tenerlo fuori dal carcere. "Visto lo stadio al quale è arrivata la sua malattia non può più stare in carcere", afferma al telefono con la Dire il legale Alessandro Cerella, del foro di Vasto, che insieme con la collega Lorenza Guttadauro difende il capomafia Matteo Messina Denaro. Il boss Matteo Messina Denaro, rinchiuso dal 16 gennaio nel carcere de L'Aquila, "non mangia e si alimenta soltanto con succhi di frutta".

"L'ho visto giovedì e non sta bene - dice il legale -. Quando l'ho visto per la prima volta era in altre condizioni, ma è stato un continuo declino dal punto di vista fisico. Messina Denaro deve andare per forza in una struttura ospedaliera: se dovesse essere necessario ricorrerò fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo perché qui sta accadendo qualcosa di drammatico. Non si può curare un malato oncologico in nella stanzetta di un penitenziario". 

Cerella non ha ancora avanzato richieste formali per chiedere il ricovero: "Sono però in costante contatto con la collega Guttadauro (la nipote del capomafia Lorenza, ndr)", aggiunge Cerella.

L'ex ministro: "Serve il parere del medico del carcere"

Così invece all'Adnkronos Salute Francesco De Lorenzo, ex ministro della Sanità, da tempo impegnato nella difesa dei diritti dei pazienti oncologici e presidente della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), in merito all'aggravamento delle condizioni di Matteo Messina Denaro: "Per trasferire in ospedale un paziente detenuto, malato di cancro, serve il parere del medico dell'istituto di pena e dell'oncologo che lo segue". I sanitari devono "indicare se l'assistenza di cui ha bisogno è di tipo ospedaliero, ambulatoriale o di altra struttura".

De Lorenzo spiega che, in generale, il "percorso è già definito per una persona in fase avanzata di malattia che si trova in carcere. Non c'è materia di contesa. Il magistrato decide in base a quanto dicono il medico del carcere e l'oncologo".

Nelle condizioni denunciate dall'avvocato di Matteo Messina Denaro, "la questione è se deve rimanere nella struttura in cui sta o se deve essere trasferito, perché, teoricamente, anche al quarto stadio di malattia tumorale si possono fare trattamenti ambulatoriali". Ovviamente, anche dal punto di vista strettamente medico, tralasciando ogni altra considerazione, "non c'è possibilità di cure domiciliari". Ma se, per esempio, "il malato necessita di trasfusioni va inviato, sempre in base al parere del medico carcerario, in un centro dove possano essere fatte. I trattamenti in fase finale di patologie richiedono monitoraggi continui che possono essere fatti in strutture apposite. Credo, quindi, che nel momento in cui diventerà necessario, il paziente sarà trasferito".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Peggiorano le condizioni di Messina Denaro, il legale: "Non fatelo stare in carcere"

AgrigentoNotizie è in caricamento