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I retroscena

Il pizzino nascosto in una sedia e la cattura di Messina Denaro: così è stato tradito dalla sorella

Il 6 dicembre i carabinieri del Ros hanno trovato un documento in casa di Rosetta, arrestata stamattina, che avrebbe tenuto una sorta di diario clinico delle condizioni di salute dell'ex superlatitante. Da lì sono partiti gli accertamenti che hanno portato al blitz del 16 gennaio a La Maddalena

da un pizzino, nascosto nella gamba di una sedia in alluminio, che si è arrivati alla cattura, lo scorso 16 gennaio, dell'ultimo dei Corleonesi, Matteo Messina Denaro. E quel pizzino, sul quale sarebbero state annotate le condizioni di salute del boss e l'evoluzione della sua malattia, è stato ritrovato dai carabinieri del Ros proprio in casa, a Castelvetrano, della sorella del mafioso, Rosalia, che tutti chiamano Rosetta, e che è finita in carcere stamattina. E' stata lei, quindi, involontariamente, a far arrestare il superlatitante dopo 30 anni.

Messina Denaro, trovati alcuni "pizzini" scritti dal boss e dalla sorella

La scoperta di questa sorta di diario clinico è avvenuta il 6 dicembre dell'anno scorso, poco più di un mese prima, dunque, del blitz alla clinica La Maddalena, quando i militari erano entrati nell'abitazione della donna per piazzare una microspia e si sono imbattuti nel preziosissimo bigliettino. Ed è da lì, anche sulla scorta di alcune intercettazioni precedenti, in cui si faceva riferimento allo stato di salute di Messina Denaro, che si è poi stretto definitivamente il cerchio su "Andrea Bonafede", il geometra che ha ceduto l'identità al boss. Fino all'appuntamento fissato alle 8 del 16 gennaio a La Maddalena che ha portato alla cattura.

E' stata dunque una leggerezza, perpetrata peraltro dalla più grande delle sue sorelle, cioè il non aver rispettato la regola ferrea di bruciare o distruggere ogni foglietto e comunicazione segreta, a far finire in carcere, al 41 bis, il mafioso più ricercato d'Italia. Nessuna consegna volontaria, nessun patto, dunque, come già avevano rimarcato sin dall'inizio il procuratore Maurizio De Lucia e l'aggiunto Paolo Guido che coordinano le indagini, ma solo il ritrovamento del documento e poi la capacità investigativa di svilupparne il contenuto.

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