Mafia, si decide il destino dei beni sequestrati al boss Tarallo

I giudici della sezione Misure di prevenzione dovranno decidere se restituire o confiscare il patrimonio stimato in 400mila euro

Giovanni Tarallo

È iniziato, davanti ai giudici della prima sezione Misure di prevenzione, presieduta da Alfonso Malato, il procedimento al termine del quale si dovrà decidere se confiscare o restituire i beni sequestrati nei mesi scorsi a Giovanni Stefano Tarallo, 34 anni, condannato definitivamente a 12 anni e 2 mesi di carcere con l’accusa di essere il reggente della "famiglia" mafiosa di Santa Elisabetta e braccio destro del capomandamento Francesco Ribisi, di Palma di Montechiaro, a sua volta condannato a 11 anni e 10 mesi dopo un lungo e articolato processo scandito, addirittura, da tre passaggi in Cassazione.

Dopo la costituzione delle parti il procedimento è stato rinviato per impedimento di uno dei legali: il collegio di difesa è composto dagli avvocati Diego Galluzzo, Giuseppe Barba, Giuseppe Vinciguerra e Salvatore Maurizio Buggea. Si torna in aula il 17 gennaio. In ballo c’è un patrimonio stimato in circa 400 mila euro. Il sequestro ha riguardato tre immobili, il 62 per cento delle quote sociali di una società a responsabilità limitata e 13 rapporti bancari. 

 

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