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Le mani della mafia sulle scommesse illegali, chiusa inchiesta "Galassia": 4 agrigentini fra i 51 indagati

La Dda di Reggio Calabria fa notificare l'avviso di conclusione delle indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio

Ci sono pure quattro agrigentini nella lista dei cinquantuno indagati della maxi inchiesta “Galassia”, che ipotizza un giro di scommesse illegali con la complicità della mafia, appena conclusa dalla Dda di Reggio Calabria. Innanzitutto c’è Davide Schembri, 43 anni, di Agrigento, ex responsabile della Goldbet accusato di essere uno dei capi dell’organizzazione criminale.

Schembri, difeso dagli avvocati Daniela Posante e Nico D'Ascola, dallo scorso luglio è tornato libero dopo sette mesi di varie prescrizioni (carcere, arresti domiciliari col braccialetto elettronico e obbligo di dimora) salvo avere imposto il divieto di espatrio. Gli altri agrigentini nei cui confronti si profila la richiesta di rinvio a giudizio sono: Pietro Salvaggio, 56 anni, di Sciacca; Giuseppe Stalteri, 62 anni, di Ribera e Gino Vincenzo D’Anna, 52 anni, anch’egli di Ribera.

Schembri, indagato per associazione a delinquere con l’aggravante mafiosa, in occasione dell’interrogatorio di convalida del fermo, si era difeso respingendo tutte le accuse. Gli inquirenti ipotizzano che la 'Ndrangheta avrebbe agevolato la diffusione del sistema illegale in cambio di una percentuale del cinque per cento sui guadagni. Schembri, secondo la Dda di Reggio Calabria, sarebbe stato uno dei capi promotori dell'organizzazione che gestiva la raccolta di scommesse on line illecite usando come "schermo" alcune piattaforme estere. 

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