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Anna Messina

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Mafia, la "donna boss" Anna Messina libera per scadenza dei termini

I giudici della Corte di appello di Palermo, dopo l'annullamento con rinvio della condanna, hanno scarcerato la sorella di Gerlandino

I termini di custodia cautelare sono scaduti: Anna Messina, 38 anni, dopo l’annullamento con rinvio della condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, torna in libertà. I giudici della terza sezione della Corte di appello, presieduta da Antonio Napoli (consiglieri Daniela Troja e Mario Conte), hanno revocato gli arresti domiciliari alla quale la donna era sottoposta ininterrottamente dal 6 febbraio del 2014.

La scorsa settimana la Cassazione, accogliendo in parte il ricorso del difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, ha disposto un nuovo processo di appello per la donna, accusata di avere smistato messaggi e direttive per conto del fratello durante la latitanza. In appello, peraltro, i giudici avevano concesso le attenuanti generiche riducendo la pena (già diminuita di un terzo per effetto del giudizio abbreviato) da sei a cinque anni. Il fatto che il processo sia “regredito” all'appello ha fatto scadere i termini di custodia cautelare. In base al codice fra la sentenza di primo grado e quella di appello i termini sono fissati in due anni. La sentenza di primo grado è stata emessa il 14 febbraio del 2015, essendo stata annullata quella di appello il termine si deve intendere scaduto da quasi sei mesi.

La donna, che ha evitato il carcere perché madre di bimbi in tenera età, e che nel frattempo fu anche arrestata per evasione ed è tuttora sotto processo per questa accusa, da ieri è totalmente libera. L'avvocato Pennica ha sempre insistito per l'assoluzione spiegando che "i rapporti fra la donna e il fratello, delineati dal contenuto dei pizzini trovati nel luogo dove é stato arrestato, dimostrano solo dei contatti di natura familiare che nulla hanno a che vedere con l'associazione mafiosa ma al massimo possono integrare un favoreggiamento, che la legge non punisce fra familiari”. 

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