"Nessun rischio di contatti con l'esterno", chiesta revoca del 41 bis per Massimino

Il legale del capomafia sollecita al tribunale di sorveglianza l'annullamento del provvedimento firmato dal guardasigilli

Antonio Massimino

"Gli elementi contenuti nel provvedimento di applicazione non hanno i requisiti di attualità e gravità necessari per giustificare il mantenimento del 41 bis e per l’effetto si chiede la revoca".

La difesa del boss Antonio Massimino, finito in carcere per l'ennesima volta il 4 marzo dell'anno scorso nell'ambito dell'operazione antimafia "Kerkent", chiede l'annullamento del decreto, firmato la scorsa estate dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che aveva disposto, nei confronti del cinquantunenne capomafia, il regime del carcere duro.

Il procedimento per discutere il reclamo dell'avvocato Salvatore Pennica, in programma oggi al tribunale di sorveglianza di Roma, arriva all'indomani dell'inizio dell'udienza preliminare scaturita dalla maxi inchiesta Kerkent nella quale il capomafia ha chiesto il giudizio abbreviato.

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"L'ultima condotta alla quale si fa riferimento nell'ordinanza - sottolinea il legale - risale al 2016, manca ogni requisito di attualità". La decisione, nei prossimi giorni, sarà presa dai giudici del tribunale di sorveglianza". 

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